Cory Hanson – I Love People (Drag City, 2025)

Quinto disco ormai per Cory Hanson, artista (già nei Wands con Evan Burrows, Evan Backer e Robert Cody, qui alla registrazione, al mix ed alla produzione) in grado di risultare in ogni propria produzione mai meno che solare e toccante. I Love People lo mette letteralmente nel mirino e gioca con arrangiamenti pop di classe e sfarzo a vestire un sognwriting di prima scelta. Una chitarra che profuma di West Coast in Bird on a Swing, dove l’amicizia è certa quanto la propria condizione debitoria e come un uccellino canta solo e libero. Joker è brillante, grazie ad un sax allo stesso tempo lirico e suadente.
La title track è una brass song giocosa e larga, baciata dal sole quanto Los Angeles nei suoi giorni migliori, a dimostrazione di come il cantautorato pop possa trasformarsi ed abbracciare stili e fattezze differenti e brillanti. I Don’t Believe You sembra uscita dagli anni ‘70, unendo pianobar ed orchestrazioni che uniscono le luci della città alle sterminate campagne. Poi il natale, con Santa Claus ed il rientro dei veterani in città, la perenne sensazione di essere all’ascolto di un figliol prodigo di Harry Nilsson che rincuora e scalda. Un ricordo a Lou Reed, principe e lottatore, maestro di Tai-Chi, fiati e piano, archi lievi e qualche lacrima. I cori di Final Frontier, cuore in mano, angeli miscredenti ed il lato positivo dell’essere Dio, per poter negare la propria esistenza quando la merda tracima. I Love People è un album che rimette in pace con il proprio passato, un sognwriting classico ed elegante nel quale entrare e svelare i diversi strati di lettura, le storie e gli omaggi di un autore ormai nella serie A della sua categoria. Dipinge la sua America, la screzia e la colora, ne graffia la carrozzeria con le schitarrate di Bad Miracles e ne svela il lato dolceamaro. Cory riesce ad incartare le sue storie come fossero bonbons ed è necessario entrarci, leggerle e farle proprie per poter apprezzare a fondo I Love People. Ah, l’amore è tutto ricambiato Cory!