Connor D’Netto – Some Kinda Ways (A Guide to Saints, 20205)

Some Kinda Way è la prima composizione per l’artista australiano Connor D’Netto, messa in musica dal clarinettista Jason Noble e dalla violista (da gamba) Shannon Luk, anche alla nyckylharpa. È una composizione che si lega a diversi vissuti dell’autore, dal suo coming out al rientro nella terra natale, vivendo com’è logico di diverse anime. Inizialmente avrebbe dovuto seguire la strumentazione di New York Counterpoint di Steve Reich mantenendone alla resa dei conti, nelle parole di Connor, una simile saturazione ed immersione nel suono dello strumento. La prima parte di Some Kinda Way, (without), è uno splendido e trattenuto solo di Jason Noble, toccante ed emozionante in una sorta di purezza che si incarna e drammatizza in maniera del tutto plausibile e delicata con gli interventi di Shannon nel secondo brano (over). È un dialogo coerente, sensato, una musica che sembra poter essere legata alle nostre vicende personali senza cedere all’enfasi tonitruante ed indelicata. Sembra quasi ad arrivare come le piccole onde della bassa marea, guadagnando piccole porzioni di territorio con il reiterare dei movimenti, dei soffi e degli archi. Nel terzo ed ultimo movimento (through) il brano sembra cambiare, diventare più volubile, leggero ed abbandonato nell’aria in piccole bolle: una concessione al fantastico, una dispersione aerea di un suono vibrato e dinamico.
Quel che si può dire, approcciandosi al mondo del compositore australiano, è che sembra avere un talento di gestione e di equilibrio molto interessante, lavorando sui toni e sulle intensità senza mai eccedere ma creando nugoli di suono più o meno compatto, che a tratti ricordano quei passaggi visuali di panorami a velocità aumentata. Lo spessore del vapore, delle nuvole che vanno a saturarsi, rimanendo lievi. Volubili in Feeling More Like, spingendo gli incroci e gli accompagnamenti fino ad un climax che è coerente ed in linea con il tocco di Connor: parco, intenso, toccante. Anche l’outro/piercing dimostra quanta coerenza e personalità l’autrice abbia messo in questo lavoro, portando a compimento un’opera assolutamente congrua e semplicemente bellissima.