Ciro Vitiello, tra sogni e memoria.

Con The Island of Bouncy Memories il partenopeo di stanza a Milano Cito Vitiello ha esordito (non segnalato dalla nostra webzine, fatto per il quale ci assumiamo le nostre responsabilità) lo scorso anno per due etichette italiane che molti hanno dato negli anni a livello di immaginario e che, pur da qualche anno a questa parte sotto traccia, dimostrano di non aver perso il fiuto per artisti intriganti ed in qualche modo magici (parliamo di Haunter e di Hundebiss).

In scaletta alla prima serata di Chiasso Means Noise 2025 rimaniamo talmente stregati dal suo set chiedendogli disponibilità per un’intervista.

Buongiorno Ciro, grazie mille la tua disponibilità. Cos’hai sognato stanotte?

Buongiorno Vasco, stanotte ho sognato di parlare con un gabbiano mentre ero in aereo e l’aereo era in fiamme. Ultimamente faccio spesso sogni di questo genere, insomma, materiale per la mia psicologa!

Spesso, durante il tuo set live e l’ascolto del tuo disco, ho percepito la tua musica come viatico per flashback, bagna sonora di qualcosa non ancora elaborato. Credi nel potere evocativo e di guida della musica?

Assolutamente! Specialmente nei miei live show, inediti e improvvisazioni non ancora del tutto elaborati e decifrati, cerco di costruire un’esperienza sonora che trasporti l’ascoltatore in uno stato quasi di ipnosi che trasporti da momenti di tensione, splendore, confusione ed emotività, in un mondo quasi onirico.

Durante il tuo set mi sono soffermato per diverso tempo, chiedendo aiuto ad un paio di musicisti, sulla strumentazione. Cos’hai utilizzato?

Per i miei show alterno spesso strumentazione, questa volta ho portato laptop; sintetizzatore Lyra 8 per improvvisazioni noise e linee di basso; Taishōgoto, strumento a corde giapponese; ed un riverbero Big Sky che utilizzavo come effetto sugli strumenti.

Cosa ti ha portato al nord?

In realtà sono al nord da un po’ di anni, sono nato e cresciuto in un paesino in provincia di Napoli, Torre Annunziata, per poi trasferirmi a Bologna per studi in Data Science e poi a Milano. Le motivazioni sono molteplici, ma per di più personali, avevo necessità di andar fuori.

A tratti mi è sembrato di cogliere nel tuo suono una sorta di dolcezza orientale, ma anche una presenza mediterranea. Che influenza hanno i luoghi sulla composizione e sull’ispirazione?

I luoghi hanno sicuramente una fortissima ispirazione in un modo o nell’altro, anche senza volerlo. Sono sempre stato ispirato da un certo tipo di suono sia mediterraneo, da musicisti e strumenti napoletani ed arabi, sicuramente con una certa fascinazione per il mondo più orientale, come nel caso dell’utilizzo del Taishōgoto.

Domanda marzulliana: la musica scatena i ricordi o i ricordi smuovono la creatività?

Penso entrambe, a seconda che il punto di vista. Come artista sicuramente sono più i ricordi e le sensazioni che smuovono la creatività, ma come ascoltatore ti dico assolutamente che certi album che ho ascoltato a ripetizione hanno scatenato dei ricordi voluti e non voluti.

Hundebiss ed Haunter sono etichette dalla forte personalità: come vi siete incastrati? All’oggi ci sono prospettive future od ogni disco fa storia a sé?

Ho conosciuto a Milano i founder delle due etichette a degli eventi organizzati da loro, persone incredibili e ricche di stimoli continui. Durante tutto il periodo di composizione dell’album l’ho fatto ascoltare a loro, chiedendone parere, ed è successo che un giorno mi hanno fatto contemporaneamente la proposta entrambi, e così è nata l’idea di farlo insieme haha ricordo che ero incredulo ed emozionato! Ci sono sicuramente prospettive future per la pubblicazione di altri lavori insieme, sono molto felice di lavorare con loro.

Non avevi dischi in vendita al banchetto. Che tipo di legame hai con il supporto fisico?

In verità li ho dimenticati haha a volte li porto, quando non me ne dimentico, ma non amo molto farmi promozione su questo aspetto, comunque i dischi si trovano online sui siti delle etichette. Però sono molto pro al supporto fisico, l’ho sempre avuto per tutti i miei lavori, che sia vinile o cassetta o cd. Credo che, a seconda del tipo di supporto, riescano a restituire un suono diverso dall’originale. Io ad esempio amo ascoltare i dischi dal mio giradischi stonato, e mai lo riparerei, perché mi piace ascoltare versioni diverse che evochino sensazioni e punti di vista diversi.

Stringere in mano il proprio lavoro gli dà corpo e fine oppure è un continuum mentale ed espressivo? Sei ancora sull’isola o ce ne hai regalato una fotografia?

Penso più la seconda, il supporto fisico è anche un’espansione del lavoro artistico ed espressivo che si cela dietro alla restituzione musicale. Personalmente, amo curare le mie release sotto ogni aspetto, e per l’ultima sono molto felice del risultato, il disco è veramente bellissimo, così come i disegni che sono stati realizzati da Kenshiro Caravaggio Carena che espandono le zone di espressione di quello che c’è dietro il lavoro prettamente musicale.

Com’è stato esibirti in un festival come Chiasso means noise? Location, accoglienza, altri artisti?

Sono rimasto molto contento, accoglienza, location ed organizzazione fantastica, tutto ben curato e soprattutto belle persone con cui dialogare. Ho ricevuto alcuni apprezzamenti positivi dopo la performance da persone che non conoscevo e anche che non mi conoscevano, e di questo sono sempre più felice, quando riesco ad arrivare a qualcuno che non conosce i miei lavori e li riesce comunque ad apprezzare, sento di essermi riuscito ad esprimere.

Cosa ti piace ascoltare, vedere, fare. Che tipo di fruitore è Ciro?

Ascolto molta musica post-rock e shoegaze, ma anche indie folk e musica elettronica. Ultimamente invece gli artisti che ascolto molto, e di cui ho acquistato gli ultimi dischi sono Milan W, Mount Eerie, Tim Hecker.

Quali saranno i tuoi prossimi passi?

Attualmente sto componendo il mio nuovo album e lavorando altri due dischi collaborativi, spero di rilasciarli presto! Presto avrò altre date ad aprile, a Berlino e Lipsia, ed altre successivamente. Ma sono molto concentrato sul mio nuovo album!