Confessiamocelo sin da subito: dovremmo sapere molto di più di Chafouin Orchestra perché è indubbiamente una delle cose più belle ascoltate quest’anno.
Partiamo per gradi allora, ordine! Da Brest, in giro da più di dieci anni, hanno addirittura ripreso In C di Terry Riley un paio d’anni fa mentre oggi…oggi sono un’orchestra. Otto membri, dei quali tre voci, il leader L’Austral e quattro altri strumentisti a violino, sassofono, flauto e fisarmonica. Un brano di ventisei minuti e rotti, Opis en mi bémol, al quale si aggiunge il suffisso di una ripresa acustica della canzone. I vocalizzi fanno a squadra a sé mentre gli strumenti creano prima un canovaccio minimale, apparentemente uguale a se stesso e semovente, entrando entrando poi a colorarlo facendolo vivere in mille momenti e flash differenti. Non c’è un apice, non c’è forza, non si vuole dimostrare nulla, se non la completa dedizione al seguire un flusso che travalica le etichette ed i generi. Il ritmo prende il potere senza trasformare il sentore di improvvisazione acustica, di fiera paesana, psichedelica, di Zuma, di flamenco forsennato e bruciante, di L’Austral solo da cosa! Le voci quando arrivano sono fate selvatiche, vocalizzi e gorgheggi in mezzo al concitato agitarsi, in una danza sfrenata fino a lambire le ceste dei cobra.
Se voleste defaticare, mettendo ancor più in evidenza la bravura del collettivo non avete che far partire la versione acustica di Opis en mi bémol…à vous!
Chafouin – Chafouin Orchestra (Permafrost, Chemin De La Folie, Cheap Satanism, Gedlabel, Baboon Fish, Quixote R.P.M., 2026)
