Centenaire – S/T (Chief Inspector, 2007)

Devo essere onesto, sentendo melodie facili e giri canticchiabili mi sono subito immaginato fosse la solita menata di disco melodico che è indie perché non riesce ad essere pop per sfiga, ma non è per nulla così. Già al primo ascolto sono rimasto colpito dal gusto nell’uso della melodia a da come dei pezzi scarni in cui solitamente le voci viaggiano su non più di tre o quattro strumenti (e spessissimo senza un vero impianto ritmico). Solitamente poi i gruppi poppettosi scarni oltre a risultare la copia carta carbone di questo o quel gruppo finiscono per diventare tediosi in meno di nulla, invece i Centenaire giocano davvero bene con poche carte ed hanno un gusto che per quel che mi riguarda li fa allontanare dall'aurea mediocritas. Visto che i riferimenti aiutano, il cantato maschile molto sottile, le chitarre morbide e felpate e gli archi mi hanno fatto venire in mente un concentrato di Helium, Slater-Kinney, Sharks Keep Moving, Tristeza ma tutti rigorosamente depurati della batteria che in questo caso quando c’è è comprimaria totale e per nulla in primo piano. Il magma ottenuto probabilmente suona molto emocore-indie Matodor-era, però portate pazienza perché in realtà il tutto forse va diluito in una soluzione vagamente anni '70 stile pop psichedelico; infatti a volte mi sono venuti persino in mente i pezzi pop dei Pink Floyd e soprattutto alcune cose dei Beatles prese e modernizzate tanto che se Elliott Smith non fosse stato un cantautore ma avesse messo meno enfasi nell'idea di pezzo folk avrebbe fatto cose non così distanti. Davvero la cosa che risulta particolare del gruppo è come il pezzo fra abbassamenti e riff abbia momenti diversi, ma non decolli mai in esplosioni tipiche dei gruppi che scoprono i Mogwai e… alè, parte tenue-esplosione, parte tenue-esplosione fino allo sfinimento. Un disco morbidissimo e di gran gusto: non sperimentano nulla, non hanno inserti particolarmente esagerati o così pazzeschi, eppure il disco viaggia benissimo ed anche le parti strumentali di cui corredano i pezzi creano atmosfera senza affondare nella noia. Direi che i Centenaire fanno di semplicità virtù oltre a scrivere in modo molto intelligente.

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