La collaborazione fra Carl Stone ed Asuna, prima live presso un festival di musica sperimentale a Kanazawa e poi in questo disco su Room40, è un continuo rimando fra i campionamenti in tempo reale delle proprie musiche e rielaborazioni, fino a creare materiale ibrido e scintillante. Gli incastri fra le due personalità si sposano perfettamente e vanno a creare un suono che sembra voler ordinare sommariamente input e colori lanciati in un liquido denso. Le note di muovono lentamente, sommesse e colorate, mentre gli autori ne cuciono un percorso che risuona degli strumenti originali e del trattamento subito. Inizialmente in maniera pop, immediata e narcotica, per poi tramutarsi nella distesa As Aural Consent in una sorta di diorama sul quale le quattro mani segnano correnti e luci. L’insieme è in qualche modo spaziale e l’impressione è quella di percepire l’effetto che la creazione possa avere sull’ambiente nel quale i due musicisti operano. Diodi, impulsi, lucine, bolle misteriose, un paesaggio dentro il quale bearsi meravigliati. Potremmo definirla musica ambientale, snoozeling, dotata di una grazia e di una vitalità francamente impagabile. A Stone ed Asuna va riconosciuta la capacità di autoregolarsi, colorandosi l’un l’altro senza mai esagerare o risultare scontati, lungo gli otto brani di Imu Plastos. All’interno dello stesso brano (prendiamo come esempio lo splendido As Toucans Learn) la coppia ci trasporta in luoghi lontani e diversi fra loro, fra brodi di coltura in laboratorio, videogames e spazi oscuri senza mai perdere il filo di un discorso, di fatto molto ben delimitato dal loro metodo, circoscritto ad una delicatezza colorata e variegata. A tratti si sono voci sepolte e ripescate, il sentore di registrazioni radio, aurore boreali e campanellini. Una vera e propria epifania, che ci fa ben comprendere come la musica possa ancora far sognare ad occhi aperti creando le giuste condizioni. La speranza è che la collaborazione fra i due artisti possa svilupparsi ancor di più, ora che si sono dimostrate abili guide verso l’ignoto alle quali affidarci completamente.


