Buskers Festival – Brividi edition, 26.7.2025, Parco Ciani, Lugano

Si parte subito con il ritrovo familiare per questo sabato sera, unendo i gruppi e venendo abbandonato da mia figlia che preferisce gli spettacoli degli artisti di strada ai concerti proposti dal babbo, guadagnando quindi qualche ora libera. Il Buskers Festival iniziato giovedì è sempre piatto ricchissimo e cercando il palco dove si esibiranno le Emisurela mi imbatto nei Moltobene (terzetto del quale fa parte il buon Vittorio Ondedei, già Crema e moltissimo altro) che con lo spettacolo Brividi mettono in atto uno spettacolo di intrattenimento teatral-circense romantico, comico e toccante, con un manichino guidato da Sarah Lerch, il coinvolgimento di me medesimo (da sempre pronto a quel che mi propone il pesarese) nel seguire le istruzioni dell’uomo più forte del mondo, il ballo di Kevin Blazer e del suo splendido costume è molto altro ancora.
Una bellissima entrata in materia, prima di raggiungere il Palco Scintilla per ascoltare le Emisurela, trio folk con Rita Zauli e le sorelle Anna ed Angela de Leo. È il folk romagnolo il loro, ma senza essere una moderna reinterpretazione è libero, potente e guascone. Uno spettacolo vero e proprio, tanto che il pensiero di portarle al Centro Diurno per far saltare il banco coi miei anziani è veramente forte. Prima tappa frico (semplice), ed avanti con la musica di
Secondo Casadei, Raul, brani storici e più oscuri fatti come Dea comanda, per la sensazione che a volte la via più rivoluzionaria sia quella della tradizione.
Ci fiondiamo quindi fra le palme della Jungle Degu per seguire la Purpur Spytt Orchestra, di quella Charlotte Mermoud che tanto bene ci aveva impressionato con il suo Scavengers, Time Travels and Scrapbooks del quale vi avevamo parlato ad inizio 2004. Dopo un soundcheck parecchio prolungato il concerto (la formazione è a sei elementi, batteria, synth, pad, basso e due chitarre, se non erro) inizia e per tutta la sua durata avanza nascondendo al pubblico se le pause e le indecisioni siano parte dello show o dettate da problemi tecnici. Tutto ciò non inficia assolutamente la performance e la musica, che curiosamente trovo parecchio vicina ad uno dei dischi scelti per il nostro viaggio in auto poco prima, quello delle elvetiche Sophisticated Boom Boom, reperto elvetico del 1982. In entrambi i casi energia, fantasia e rigore ad una forma canzone di pop minimale, percosso e personale, molto molto apprezzata!
Al primo vero bivio della serata scegliamo fra Leoni Leoni e l’Infesta di Marco Guglielmetti il secondo, in formazione a due ed autore di ciò che potremmo definire pop da campo di riabilitazione socialista, per un set rigoroso (in due, insieme a lui Matteo “divo” Simonin) e che ci fa ballare con scheletri di canzoni, voce dritta e paesaggi che negli anni ‘80 hanno scelto la via meno capitalista servando una vis poetica fatta non di slogan ma di atmosfera più grigia, ma sempre baciata dalla bellezza. Il prossimo disco potrà veramente essere una gran bella cosa, tra l’altro sembra essere in lavorazione ed alla ricerca di produttori e sostegno, fatevi sotto! Secondo step frico, in un panino con salamella, cima di rapa e crema di lenticchie che ridarebbe vita a qualsiasi fan degli Obituary passato all’altro mondo.
Per il nostro nucleo (finalmente ricomposto) la serata si sta avvicinando al termine ma prima di partire è d’obbligo una capatina a quei the Bad Plug che ci hanno letteralmente fatto innamorare con il loro ep (del quale abbiamo parlato nel penultimo La Lunghezza non è tutto). Dopo il gelato torniamo quindi fra le palme per sentire tre/quattro pezzi che confermano l’assoluta grandezza del trio, a partire dall’immagine. Anche senza suonare vincerebbero probabilmente tutto ma la musica che esce è zozza e feroce, ha dentro di sé la morte, il western, il punk ed il rock’n’roll, uscendone vincitrice. Ribadisco il mio entusiasmo (e quello di mio suocero)e sono assolutamente convinto che faranno grandissime cose ed andranno rivisti di certo al più presto, materiale caldissimo. Birretta e bagno, uno sguardo ai Kotzfrucht Kocht (Captain Moustache & Fredo Ignazio sotto mentite spoglie) con il loro assurdo cabaret punk teutonico, fra carta trasparente ed il coinvolgimento di Fabio Pozzorini dei Pussywarmers e la serata è bella che fatta!