I primi 100 secondi del nuovo Bologna Violenta sono una sola unica nota. Poi si va di inutile e banale orchestrazione con archi archetti archidii e archemadonne fino ai 4 minuti. Allo scoccare dei 4 minuti due orientali iniziano a dialogare di cose incomprensibili in modo incomprensibile.
Ok Nicola, abbiamo gia’ capito benissimo: anche il concept di questo tuo nuovo lavoro e’ semplicemente”andare in culo a tutto e a tutti”.
Tutto violentissimo e divertentissimo allo stesso tempo. Una cosa quasi impossibile da fare per chiunque ma non certo per Nicola Manzan.
Qualsiasi concetto,o semplice frase presa tra chissa’ quanti giga di (finti, dice lui)samples, viene bolognaviolentato come da prassi. Somari e Uomini sottosviluppati sono fotografie musicali micidiali e implacabili della nostra societa’ cosi’ “oblomovista”, appunto.
Un sussulto tellurico ci scuote all’ ascolto di La luna, un prelato (immagino un Papa) che fa un discorso pomposo cercando di renderlo poetico ottenendo ovviamente l’effetto contrario, cioè prima sbadigli e poi sacrosante mitragliate di chitarra e di drum machine del Nostro. Non possiamo sperare che non ci siano piu’ altri Papi (magara…), ma possiamo solo sperare in un Polonia Violenta 3. Dai Nicola non deludere i tuoi fedeli..
“Siete voi i veri lebbrosi”, le parole finali dell’album.
Amen. Rendiamo grazie a Don Manzan ed a Padre Alessandro Vagnoni fedele dispensatore di ostie ritmiche.
E lasciamo qui,sospesa nel nulla eterno,la domanda delle domande,un video epico che diventa il testo della traccia Il vitello d’oro:
“il vitello, porcodio, neanche ti va bene?
il vitello, neanche?
le fettine di vitello non vanno bene?
cristo di dio, le fettine di vitello non ti vanno bene?
eh? le fettine di vitello non ti vanno bene?
devi rispondere, porca troia: le fettine di vitello non ti vanno bene?
le fettine di vitello, rispondi, diocane, perché devo tornare alla coop e sono carica di roba: le fettine di vitello non ti vanno bene?”


