Dopo una carriera pluridecennale la band di Baltimora prende commiato dal proprio pubblico, tornando alle proprie origini e dando alle stampe un disco di versioni alternative e rifacimenti di canzoni in qualche modo funzionali al loro sviluppo musicale ed artistico.
Se in altri casi è legittimo dubitare di operazioni di questo tipo, qui una sorta di ritorno alle origini si rende necessaria per chiudere il un cerchio. Se da un lato il loro amore per i Flipper è già stato testimoniato (vedi Will Shatter rides again, dove citano apertamente anche Poison Idea e Germs), dall’altro qui rientrano alcuni gruppi che, se non hanno avuto su di loro un’influenza così massiva, sicuramente hanno contribuito al loro modo di intendere la musica.
Quello dei Birth (Defects) è quindi un immaginario oscuro, un modo plumbeo di declinare il noise rock, il grunge più oppressivo e meno manifesto e certo alt-rock come lo si intendeva negli anni ‘90. In questo disco escono tutte queste componenti, pur mantenendo un’invidiabile attitudine alla musicalità, cosa che non sempre riesce a chi interpreta suggestioni similari ai giorni nostri. Per quanto ostico e poco incline ad aprirsi a chi non è avvezzo a certi suoni, il disco rivela un aspetto che ferma la proposta un attimo prima di diventare indigesta. Soprattutto le linee vocali puntano sempre un occhio sulla melodia, anche quando si fanno impervie, ed è questa caratteristica a rendere interessante il lavoro svolto nel processare i brani.
Ecco allora le reinterpretazioni di Sonic Youth, The Comsat Angels, New Flesh, SSD e Nirvana a
testimoniare i loro rifermenti e altre composizioni originali qui riviste per l’occasione. Un ultimo saluto a terminare il lavoro svolto in anni di militanza, un omaggio ai loro eroi (anche se invero il rifacimento del brano dei Nirvana è quello che risulta fin troppo canonico) e un’occasione per riprendere le fila di alcuni dei loro brani concentrandosi un’ultima volta sul loro paesaggio sonoro fatto di inquietudine suburbana e malessere post-industriale.
Birth (Defects) – Fictional Days (Expert Work / Reptilian, 2026)
