Bebaloncar – Love to Death (Silverdrop, 2025)

È vero, ci arriviamo tardi ai Bebaloncar, ormai al terzo disco (senza contare che Scanna è in giro ormai da 40 anni più o meno) per il terzetto che con Love to Death chiude una trilogia iniziata nel 2022 con Suicide Lovers e continuata con Diary of a Lost Girl. È musica sensuale ed oscura, dove il rock’n’roll prende diverse forme, si trasforma in torch songs ed in parvenze pop. Forse? Io credo ce ne sia in questi solchi, come se dai dintorni di quella Glasgow che diede i natali a Primal Scream e The Jesus and Mary Chain si fosse conservata una zolla di terreno, rifiorita a Bologna ed innaffiata con cura da Riccardo Scannapietro. Il terzetto è perfettamente coeso, in Words in Love to Death piazzano un duetto vocale che sembra portarci in qualche modo un lato romantico del neo-folk, piazzando uno dei brani più belli di questo autunno. Questione di forma, certo, ma il fuoco interiore è quello di una volta, a collimare in brani abbastanza variegati da mantenere la giusta tensione, dopo millenni, fra Eros e Thanatos. Brani come Until The End Of The Fucking World sono la dimostrazione di come non serva null’altro oltre allo stile. Linee dritte, testo ripetuto, quei suoni perfettamente crepuscolari ed intriganti, impossibile resistergli. Il bello di un disco come Love to Death è la totale mancanza di artifizi, di scena, di foga. Tre manici (Iris Martyr e Fab oltre al leader) che la portano a casa facilmente ma facendoti passare 40 minuti come fossi un’eroe dimenticato dal mondo, bello e dannato. I brani sono mollemente narcotici e ti avvolgono come se non dovessi più svegliarti dopo il sonno indotto chimicamente. 10 tracce che filano come uno sciroppo e ci ricordano che anche nel 2025 ci si può nascondere abbozzando un sorriso dietro a delle lenti scure.