Baratro – No Comply (Supernatural Cat, 2026)

I Baratro sono una band, con base a Milano, composta da Dave Curran (ex Unsane e Pigs), Federico Hartridge (ex Council of Rats) e Luca Antonozzi (ex Marnero, ex Laghetto) con la partecipazione fissa, per questo nuovo disco, del violoncellista Matteo Bennici.
No Comply è il loro terzo disco, contando anche l’EP del 2021 Terms And Conditions, in uscita per Supernatural Cat Records.

La musica del neo quartetto è un noise rock dalle forti tinte post hardcore figlio degli anni 90, ma anche della consapevolezza artistica e umana di musicisti più che navigati. Influenze sludge si incontrano con il suono delicato e profondo, allo stesso tempo, del violencello, che ricopre un ruolo essenziale nel delineare il ciclo emotivo di ogni brano.
Andiamo subito al dunque: dopo due dischi tutto sommato onesti, con questo disco, i Baratro hanno fatto un salto qualitativo enorme, dando alle stampe un lavoro tremendamente urgente e completo sul piano espressivo e artistico.

Dopo il malinconico intro Dawn, con Hold Fast si entra a capofitto nel magma distorto del quartetto milanese: ritmi quadrati e pesantissimi, una chitarra a tratteggiare lancinanti riff ferrosi, una voce dilaniata come solo Curran sa sguainare ed un violoncello tanto espressivo da dare profondità e spessore alla musica, ma soprattutto ai messaggi da veicolare. Il pezzo è, per chi scrive, il diamante del disco, sebbene non ci siano cali evidenti a seguire. Nella successiva Not All There c’è l’occasione per la comparsata di un illustre musicista newyorkese: quel Vinnie Signorelli che con Curran ha scritto pagine indelebili del noise rock degli ultimi 30 anni. Il pezzo si appoggia allo stile tribalistico di Signorelli nel suo incedere mefistofelico. Con Keep ’em Needing le cose sembrano farsi più riflessive e rarefatte con un’atmosfera hard blues, grazie alla cigar box suonata da Gipsy Rufina, e ad un sapiente uso delle dinamiche.

A metà strada entra in scena l’istrionico Eugene S. Robinson (Oxbow, Bunuel che dona un’ottima performance vocale ed espressiva nella schizofrenica 120 on 280. I ritmi tornano a farsi più serrati e ordinari, se così si può dire, con la feroce cavalcata sludge di Pick A Side, mentre la successiva Insidious è, forse, l’unico passaggio che, senza il solito ottimo lavoro di Bennici, sarebbe potuto essere un mezzo passo falso. Grazie, invece, proprio alla bravura nell’uso del “cello”, la canzone ne esce, comunque, convincente, nonostante la mancanza del solito mordente. Con End Trasmission si torna a correre o, meglio, a precipitare nel baratro di distorsioni lancinanti e ritmi devastanti a cui la band ci ha abituato.

Poco prima della fine c’è spazio per un’altra collaborazione di altissimo livello: Naresh Ran (deus ex machina di Dio Drone, oltre che prolifico artista a tutto tondo) dona i suoi rumori alla causa del Baratro, portando ad un altro livello un disco che riesce ad essere eterogeneo, pur con una coerenza compositiva ammirevole.
No Comply chiude in maniera magnifica, così come era iniziato, un disco maturo, variegato, micidiale e assolutamente ottimo sotto tutti i punti di vista. Un’ultima nota più che positiva la merita, infatti, la produzione che è riuscita a mettere in risalto tutti gli strumenti e le componenti del progetto, garantendo un’esperienza d’ascolto tanto impattante quanto qualitativamente eccelsa.