A Kind of Magic è lavoro che parte dal singolo per diventare collettivo, del resto un sindacato non può essere formato da una sola persona, bene ha fatto quindi Tommaso Risto, già noto anni or sono come Passed, a chiamare a raccolta diversi dei suoi amici, qualcuno già noto a noi e qualche nuova faccia da tener presente per il futuro. Di certo ben saprete collocare Alberto Brunello aka Hexn, così come Iacopo Gradassi di Zen Hex, mentre Bianca Barbagli, Filippo Manfredi Giusti, Giacomo Manneschi e Leonardo Pedron sono personaggi e musicisti che impareremo a conoscere poi. Quel che ci importa ora è immergerci nelle orchestrazioni che Astral Syndicate ha scelto di condividere con noi, 5 tracce per 31 minuti di musica dove il tocco umano ed artigianale si fa cosmico, psichedelico e magico. A tratti par di sentire le molecole e gli atomi scontrarsi fino a creare situazioni ultraterrene, come i drones che ballano leggiadri fra i colpi di legno ed alle voci del cerimoniale Sacred Ground. Anche nella successiva That’s the Spirit l’intento sia quello di calarsi in una bassa intensità che trasporta altrove, in un solco dove si può rimirare il passaggio della corrente ed il lentissimo cambiare del paesaggio. Il suono degli Astral Syndicate non commenta ne descrive, ma è propedeutico ad una fruizione libera ed a più livelli di una realtà ed una natura altra. Forse sarà la magia, forse lo spazio, forse l’autosuggestione e forse la nostra immaginazione, ma Tommaso Risto riesce magicamente a guidare i propri sodali in un percorso suggestivo ed in grado di blandirci e stupirci in egual misura. La traccia centrale, con i suoi 9 e più minuti di durata, sembra essere uno snodo dal quale la magica rotta del sindacato si dipana. Il cammello, i sogni ed il viaggio potrebbero esser simboli ascrivibili agli archetipi o comunque ad una fertile idea di cambiamento. Di certa l’aura del brano, non distante da alcuni esperimenti del The Dream Syndicate, ci porta ad un rivivere di tali esperienze lontane da una fruizione classica della musica, cercando invece un’esperienza che sia la più completa ed immersa possibile. Bello immaginare come tutte queste registrazioni si siano svolte presso il fantomatico studio La Nicchia, cercando con gli occhi chiusi di seguire il messianico viaggio di cui sopra. Melted Knowledge si ricollega ad una mistura arcaica, terrena e materiale, che trasmette esperienza sporca e tangibile, musica in qualche modo empirica e materica, a tratti drammatica e terribile, che porta su di sé il peso del mondo e del cosmo. A tutto questo aggiungiamo una title track che riesce a creare una pastorale leggera e cosmica, in grado di ridurre il nostro corpo rendendolo di fatto un’insieme di cellule libere ed aeree. Che altro aggiungere? Bentornato Tommaso, benevenuto Astral Syndicate, net’s floating in space.
Astral Syndicate – A Kind of Magic (Tocco Magico, 2024)
