Astore, Davide Bava – One Step Forward (autoproduzione, 2026)

Dopo il trionfale rientro sul palco dell’Alcatraz dai P38 Astore torna con un lavoro solista, One Step Forward, condiviso col produttore Davide Bava dei Radiobluenote, che segue l’ep Stelle Rosse uscito sul finale dello scorso anno. Un disco notturno jazzato dove i riferimenti di appartenenza e di singolarità sono sciorinati con eleganza senza rinunciare alla personalità ruvida che ha sempre connotato il rapper di origine sarda. Un disco che svela collegamenti ovvi anche se sorprendenti come quelli con Maury B ad esempio, che con Gatekeepaz fu molto più che un precursore con il mirabile Dietro Il Cancello. Rispetto al gruppo madre si mette da parte il lavoro a tema ma resta l’intensità, declinata in maniera matura ed intrigante. Astore si mette in prima persona allargando la presenza a diversi ospiti, perfetti nel rappresentare una poetica di strada e di rischio. Mantiene i legami con l’isola insieme a Mārcy in Panamera, prende di petto fragilità e durezze in giro come l’eroina, oppure gli sguardi sulle nuove generazioni.
Le influenze sono molteplici, oltre al jazz c’è anche la Jamaica in Coccodé, perfetto esempio, così come le radici hardcore condivise con Ozone Dehumanizer in un horrorcore come Call Out. Sono scenari, fondali che spostano l’occhio ma che con il passare delle tracce rinforzano l’immagine e lo spessore di Astore, ancora collegato con P38 e nuove BR ma fermo a dimostrare che il proprio universo non si ferma lì. Pezzi cypher, crudi ed intensi, il ritorno degli scratch in Sto Parlando Chiaro, la sensazione di un disco che se fosse ascoltato dal pubblico rap odierno, di ogni generazione, darebbe una boccata d’ossigeno ai polmoni di molti. Un disco senza nessun calo di tensione, un’atmosfera oscura e fumosa che sarebbe piaciuta ai Sangue Misto di una vita e la capacità di tessere fili in una ragnatela che non tradisce le proprie origini diventando altro. A questo uniamo una collaborazione magica fra Astore e Davide Bava ed un mondo che siamo certi non smetterà di stupirci.