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Antonio “Tony Face” Baciocchi – Uscito Vivo Dagli Anni ’80 (NdA Press, 2007)

Acquistato dal sottoscritto con colpevole ritardo, questo libretto è – a priori – consigliato a tutti coloro che hanno minimamente a cuore la storia dell'underground italiano e che amano la prosa "vissuta", quella che ha immediatamente i colori e il sapore del vero.
Tony, per i pochi (spero) che non lo sapessero ancora, è uno dei simboli dell'Italia musicale sotterranea degli ultimi 30 anni: batterista di Chelsea Hotel, Not Moving, Hermits, Lilith e Link Quartet, guru della Face Records, produttore, fanzinaro, organizzatore di concerti/festival/raduni, nonché iniziatore del movimento mod peninsulare. Detto questo, procediamo.
Io devo essere sincero: non so se – come in molte altre sedi è stato scritto – questo libro è "fondamentale per capire gli anni '80". Sarà che me li sono un po' cuccati anche io e allora non ci trovo molto da capire, sarà che a me più che il lato Eighties, del volume, ha colpito l'epica rock (in accezione ampia) della saga di una band e di un fan appassionato che si consacra alla musica… sia come sia, per me il tratto veramente eccezionale del lavoro di Tony è proprio la storia palpitante di una passione totale. Che ti porta a provare in cantine malsane a cui si accede da botole, che ti fa guidare per migliaia di chilometri per rimborsi mai sufficienti, che ti fa accettare le condizioni più allucinanti pur di salire su un palco e sputare per mezz'ora tutto quello che hai dentro.
Tutto questo è raccontato tramite schizzi veloci (che raramente superano le tre-quattro pagine) e cronologicamente non ordinati. Una scelta coraggiosa e a modo suo vincente, perché il tutto acquisisce dinamica e imprevedibilità.
L'unica pecca è che, arrivati a pagina 121, se ne vorrebbe ancora. E un bel po'. Invece non resta che una bella galleria fotografica prima di doversi rassegnare alla fine del libro. Questo è frustrante… avrei voluto leggere ancora altre 120 pagine, almeno!
Per cui, Tony, aspettiamo il secondo volume e lì ci racconterai per filo e per segno di Johnny Thunders, di Nico, degli autografi di Ciriaco De Mita, delle registrazioni di Sinnermen a Tor Pignattara e di mille altre cose che per questa volta sono rimaste nell'empireo del rock'n'roll a decantare.

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