Angelo M. Farro – Saaret (Three:Four, 2026)

Con Saaret Angelo M. Farro reinventa la città di Helsinki, fornendo la colonna sonora al documentario di Paolo Patelli parte di una soundwalk progettata dal collettivo Critical Environmental Data. Il compositore parte dalla figura evocata di Modest Musorgski, che traspare in diversi frangenti con stralci (promenades) della sua opera Pictures of an Exibition montati a voci della popolazione, field recordings e materiale audio che sembrano interpretare differenti trasmissioni, ad illustrarci la città posta sulla penisola del Golfo di Finlandia. Non so chi disse che il migliore modo per visitare una città sia perdervisi ma sicuramente non avendo noi visitato la capitale finnica questa è la sensazione. Come spesso in questi casi il consiglio è di ascoltare questo album in diverse modalità, dandogli diversi gradi di attenzione affinché possa svelarsi completamente. A differenza di Rosendals Gardens di Yelena Eckemoff (per parlare dell’ultima autrice della quale abbiamo ascoltato un disco così fortemente connotato a livello geografico, ma potremmo prendere in esame anche Progetto MB oppure i Passepartout Duo) il lavoro di Angelo gioca su un altro piano. Helsinki non è più una città ma un’idea passata già attraverso altri occhi, altri strumenti ed altri filtri: Patelli, Mussorgsky ed ora Farro. Questo gli permette una libertà di azione maggiore, un suono che ha un respiro atmosferico più misterioso, più ampio. Significativa è la sensazione limbica che ci pervade durante l’ascolto di questo lavoro, quasi Helsinki possa trasformarsi in una circoscrizione severa dove provare a liberarsi entro certi confini, quasi come una trappola. Ma
non è questo il caso di Saaret, nemmeno nei suoi momenti più inquietanti. Perché non c’è nessun personaggio del quale seguiamo la storia, è la città stessa che prende vita, respira e risuona. Insieme a Paolo, Modest, ma soprattutto insieme ad Angelo che riesce a farci vivere Helsinki come forse nessuno avrebbe potuto dal vivo. Ci aspettavamo molto da Angelo Maria Farro dopo il suo debutto con The Night Of The Electric Insect e siamo molto felici di sentire la sua poetica trasfigurarsi in abiti nuovi con la medesima potenza, fino a ricoprire un’intera città.