La storia di Creature Noctis parte dall’idea della Archaeological Records di creare una grande mostra collettiva che si terrà, dal prossimo 24 ottobre, presso il MusAQ di Civitella di Licenza, con l’intento di sensibilizzare il pubblico verso la tutela della fauna e sostenere l’esistenza di questo piccolo museo. Bestiario Lucretile, questo il nome del progetto, raccoglie raffigurazioni della fauna sub-appenninica create di artisti internazionali, che interpretano il tema ognuno secondo il proprio personale stile; fra questi, è anche Andrew Liles, al quale viene commissionata una serie di 20 illustrazioni raffiguranti gli insetti notturni del centro Italia (una delle opere la vedete in copertina). Da qui al concepire una musica che a questa minuscola popolazione desse voce, il passo è stato abbastanza breve.
Attivo dalla seconda metà anni ’80, in proprio e in collaborazione con altri – Nurse With Wound e Current 93 certamente i più noti – Liles, in questa occasione, sforna venti brevi tracce, in genere comprese fra il minuto e i due minuti e mezzo (solo una arriva a 4’01”) di difficilissima, se non impossibile catalogazione; non solo l’intero disco è ascrivibile a qualche genere riconosciuto, ma pure ogni singola traccia – nell’affastellarsi di suoni acustici, elettronici e concreti – rifugge dal possibile incasellamento.
In VI (i brani sono semplicemente contraddistinti dal numero ordinale) un synth incede ripetitivo finché non è contagiato dalla vita brulicante che gli gira intorno, perdendo il suo aplomb; XI ha movenze quasi zen, fra minimali tocchi di campanelli e corde pizzicate, ma poi finisce per sbriciolarsi con suoni stridenti e riverberi elettronici; a un certo punto di XIV vi troverete trascinati da dei battiti techno accompagnati da una strana vocetta, solo che il brano era partito con un ritmo caraibico e non avrete idea di come siete arrivati qui; XVI sembra una radio impegnata in un continuo cambio di banda che intercetta cori ondivaghi, suoni da videogame, canti liturgici, glitch extraterrestri. Questo giusto per farvi qualche esempio e capire che qui non si fa nessuna concessione alla facile fruizione, ma è anche un ascolto difficoltoso per chi ci si voglia dedicare con impegno. Nulla di strano, se ci pensate: molti insetti ci trasmettono naturale repulsione e un’opera che li osserva da così vicino non può che essere a sua volta difficile, finanche fastidiosa. Può tuttavia essere anche un’occasione unica e preziosa.
Più che la riproduzione l’imitazione di suoni naturali, il lavoro di Liles va visto come il tentativo, riuscito, di creare un canale di comunicazione con degli esseri che, volenti o nolenti, fanno parte del nostro quotidiano: ne coglie la varietà e la complessità, non nasconde gli aspetti più cupi e repellenti (alcuni suoni sono davvero lancinanti!) ma mette in luce anche quelli divertenti e giocosi, facendoci immergere in un universo alieno, ma che ci circonda ed influenza.
Creaturae Noctis, attraverso il suono, ci offre uno sguardo diverso, foriero, si spera, di un comportamento più attento e rispettosi nei confronti di esseri minuscoli dai quali dipende, in molti casi, anche la nostra esistenza.
L’intero album lo trovate qui, ma per accompagnare la recensione, mi pare più adatto il video di Creature Noctis II

