Andrea Zinzi – Healing Winters (Safe Port, 2026)

Oltre al progetto Make Plain che lo unisce a Luca Imperiali in questi ultimi quindici anni Andrea Zinzi presenta in solo Healing Winters, otto brani registrati in presa diretta e la sensazione sincera di onestà artistica. Il muoversi in un cantautorato caldo, che asciuga gli agiti in duo lasciando che sia la voce di Andrea a muoversi su suoni appena accennati. La chitarra segue storie ed immagini, brani brevi ed in grado di trasmetterci le sfumature nel suo arco. Un disco dove le otto tracce sono fissate in scaletta dalla più antica alla più recente, in un senso cronologico e reale, dove la copertina nello scatto di Andrea Cosentino è la vista dalla propria finestra di casa, dove queste canzoni sono state registrate. Brani che risultano personali, a tratti c’è qualcosa di nutiniano nel calore ma Andrea è attento a rimanere personale, sobrio, senza ma strafare. La produzione di Safe Port (Leo Pusterla ed Eleonora Gioveni) ci consegna un disco che ben illustra l’inverno ticinese, il senso di attesa, quello slancio appena accennato e che riesce ad esplodere in maniera sommessa in brani come The Lighthouse And The Cave o nella dolcezza leggera di Hopeless Romantic. Pezzi di inverno che Andrea scioglie e rimette a noi e che di sicuro troveranno cuori ai quali attaccarsi, attratti dall’onestà del loro tepore artistico. Certo direte, non è nulla di rivoluzionario, ma intanto l’inverno è passato ed Andrea ha fatto il primo passo verso il proprio avvenire.