Andrea Bellucci / Matteo Uggeri – Further Opinions About Death (Silentes, 2025)

Il sodalizio fra Andrea Bellucci e Matteo Uggeri aveva dato luce, ormai già tre anni fa, al bel disco titolato The Soundtrack Of Your Secret. I due musicisti si ritrovano ma cambiano i colori e gli umori di un lavoro che verte in questa occasione sul cordoglio e sulla perdita dei propri cari. È infatti nell’accompagnamento di Matteo alla madre durante una lunga malattia ed al suo decesso che questi scambi di materiale sonoro hanno preso forma fornendogli un accompagnamento durante un periodo al quale nessuno è preparato, venendo poi pubblicato meno di un mese dopo la perdita di Andrea del proprio padre, chiudendo un cerchio di intensa elaborazione. Un disco che ne esce chiaro, luminoso ed emozionante, senza mai scadere in neoclassicismi scontati ne tormentandosi in sofferenze autoreferenziali. La già riuscita unione fra i mondi di Bellucci ed Uggeri prende ancor più il volo in maniera lieve, come se fossero riusciti ad allentare la forza di gravità grattando qualche metro alla terra.

L’ulteriore scambio di opinioni sulla morte si divide in parti, quattro blocchi, che non avendo in mano le spoglie fisiche dell’album ipotizzeremo come passanti tra la prima e la seconda fase con Bianca Camera Ardente, brano che nel suo stagliarsi stacca con il principio del disco. Di seguito si torna all’umanità sofferente ed ad un ritorno intimo alla gioia con un brano che sembra essere più piccolo di quel che è, battito ovattato che porta luce e calore. Il tenore ed il suono del disco è molto differente dal primo, forse perché dai segreti si è passati a musicare emozioni difficili da nascondere, per le quali ognuno lecca le ferite ritemprandosi in una ricerca di equilibrio. A tratti si avverte uno stridore fra musica e titolo, con una Left Behind, Bewildered che sembra una splendida sonorizzazione di vecchi filmati in Super8 od una Other People Mourning, Drags Me Down, dove un basso impetuoso apre lo porte ad un viaggio prima luminoso e poi carezzevole, quasi come se le note stesse si avvolgessero del tessuto ritratto in copertina. Un disco che è un bacino di pensieri, emozioni e connessioni, cucito grazie alla collaborazione di una squadra di musicisti incredibili, in grado di rendersi pubblico ed assimilabile rimanendo equilibrato e prendendosi i tempi corretti, come la coda silenziosa di We Miss You, We All Really Miss You. Empty Room è una stasi insieme bruciante e gelida, quasi una sospensione osservata da un punto di vista esterno, musica ambient che fotografa azioni fossilizzate. Anche A Colder Awakening prolunga questa sensazione, a creare forse il taglio più profondo e scomodo del disco, una visione ineluttabile con la quale convivere, prima di lasciarsi tutto ad un altro stadio, partendo definitivamente con le note dell’ultimo brano, This Grief Will Be Over, Believe Me. Un disco personale e profondo, che senza dire parole comunica moltissimo.