Ambarchi, Berthling and Werliin – Ghosted III (Drag City, 2025)

Oren Ambarchi è un musicista australiano attivo da quasi quarant’anni in ambito jazzistico e d’avanguardia. E’ un chitarrista, se così si può dire.
Johan Berthling è un apprezzatissimo contrabbassista svedese di formazione jazz, mentre Andreas Werliin è un altrettanto svedese batterista.
Tutti e tre sono più che riconosciuti e stimati nei rispettivi ambiti di appartenenza ed applicazione. La loro collaborazione è fresca, ma non nuova, dato che come dice il titolo stesso, è il terzo disco della serie “Ghosted”, fuori per la rinomata Drag City.

I brani veleggiano saldamente tra il minimalismo, il jazz e l’ambient. Fin dal primo ascolto alcuni appaiono più ispirati e a fuoco, altri faticano ad uscire dall’alveo delle bozze sonore. Sembrano più bozze che composizioni complete. Quando, infatti, si gioca con pochi elementi è facile incappare in un senso di incompiutezza. Nonostante ciò, l’esperienza e il mestiere consentono ai tre di uscirne alla grande e brani come Yek o Shesh sono destinati a rimanere nelle playlist di molti ascoltatori.

I suoni e la produzione in generale appaiono leggermente lo-fi, con la sensazione di una registrazione live, invece di un esperienza in studio. Tutto ciò non fa che conferire fascino ed atmosfera ad un disco già di per sé privo di parole, ma carico di significati attribuibili dall’ascoltatore.
Anche nell’utilizzo degli effetti i nostri sono parchi: oltre ad una batteria secca e ad un basso morbido, ma asciutto la chitarra ha un carattere sintetizzato in pochi suoni rotondi il giusto e senza quell’acidità di fondo tanto cara ad ambienti che strizzano l’occhio alle avanguardie.

Ghosted III è, dunque, un ottima prova di mestiere e gusto, senza strafare, ma concedendo all’ascoltatore un’esperienza tanto innovativa, quanto sicura e rassicurante nei suoni e nei modi.