Non si sa come da Toronto sulla nostra amica Tin Angel Records Alex Lukashevsky prende a bordo la sua ciurma andando con OOOOH! in una sorta di beefheartiano vagare fra rock’n’roll e scatti art-rock. Personaggio sui generis che a quanto pare ha suonato con mezzo mondo (oltre ad essere il leader del progetto Deep Dark United) possiede una bella voce che usa per far passare ogni sorta di maschera, sentimento e filtro. I brani sono obliqui, oscillanti e fascinosi, si sente il passaggio che forza verso il pop e la leggerezza ma come se a provarci fosse David Thomas. Un disastro prevedibile che lascia il nostro a metà di uno splendido guado, affascinandoci in un baratro fra melodia e baratro. Io tocco strumentale è agile e capace, con la band che riesce ad instillare un filtro autunnale e claudicante molto intrigante, sul quale i ricami di Alex sembrano dare un brivido di magia. “…No one can sing that well…” canta ed è difficile dargli torto, in preda ad una nebbia glam che sembra buttare polvere di stelle su un blues in grado di trasformarsi in magie louisvilliane. Già, che c’è anche certo suono spezzato come potrebbe esserlo nella famiglia Perishable dentro qui, non molto distanti dai ritmi perigliosi di un Phil Spirito anche se Alex è band sormontano il tutto con un gusto pop a tratti smielato, quasi orgogliosamente artefatto e plasticoso. Spingono il gioco al limite insomma, creando bizzarri cortocircuiti e scheggie prolungate tanto da mettere in circolo anche certi Trumans Water più giocosi in mo**real. OOOOH è un disco sorprendente e discontinuo, che non ci lascia mai tranquilli e che ci sorprende con piccoli accorgimenti e deviazioni, riuscendo a stupirci con piccoli aggiustamenti artigianali. Figuratevi che l’ultimo brano, Things Keep Happening, per dieci minuti si barcamena in uno scambio fra voci che ci porta letteralmente fra paradiso ed inferno, con un blues interiore che ci illumina e ci adombra. Certo, un disco del genere più che finire una storia apre porte infinite, per scoprire da dove venga e dove sia andato il canadese Alex ma per ora voglio tenermi stretta questa sorpresa, tornandoci di tanto in tanto come al liquore di quello buono e sconosciuto, nascosto in fondo allo scaffale.
Alex Lukashevsky – OOOOH! (Tin Angel, 2025)
