L’hanno rifatto, un anno dopo Music for Hotels Vittore Baroni e cricca sono tornati con Summer Sun, frizzante viaggio in 20 tracce dove classici estivi più o meno noti vengono omaggiati, stravolti e trasportati a Forte dei Marmi sul patio dell’Hotel Acapulco. Le Forbici di Manitù fanno gli onori di casa con la splendida Summer Sun e Lisa Beat and The Liars tirano il primo strike portando la California Sun di Henry Glover in Italia, per un Mersey Beat assolutamente irresistibile. Little Taver si impossessa del corpo di Johnny Dorelli elencandoci i tipi di spiaggia, ben fittato nel costumino più alla moda rogherolle di una volta, sorretto dallo swing e le schiattate dei suoi Crazy Alligators. Andrea Tich vola in Kenya per riprendersi la Jambo Bwana portandola alla spiaggia dell’Acapulco per un’estate all’italiana che potrebbe mettere a dura prova i menischi dei nostri.
Che fastidio recensire con il caldo queste compilation…un sacco di nomi, un brano più bello dell’altro e tutti da citare, l’impressione della sorpresa dietro ad ogni finale senza poter skippare nessuna traccia! Ha ha ha, svegliandosi alle 06:00 Summer Fun è la migliore scarica di adrenalina del lunedì mattina, arriva Eddie Cochran con Lodovico Errena & Fanesh Blues Band con il loro Summertime Blues e non ce n’è per nessuno! Gli Avvoltoi portano Maurizio Cattelan (ed i Baustelle, of course) in pineta, corrompendola con birra fresca e movenza da osteria, mentre i Cocteau Twins dopo una mattinata di sole cocente sono ancor più spiritati e liberano la loro Summerhead attraverso degli Ataraxia che non trovano tregua sulla spiaggia rovente. Fabrizio Tavernelli si dimostra la reincarnazione perfetta di Lee Hazelwood ed insieme a Fabio Ferraboschi tiene il Summer wine nell’Antro del Corchia, fresco e torbido, quasi maligno, ma c’è altro, moltissimo altro ancora nel giardino dell’Acapulco Hotel. Gli Esterina che fanno propria Azzurro con una reprise da pelle d’oca, tanto che stento a credere alle mie orecchie, mettendo insieme candore e rabbia soffocata. I Doors appaiono lievissimi nell’Indian Summer dei Polychron con Alex Spalck, giocando con Maurice Ravel su nuvole che provano a rinfrescare la platea accaldata mentre vento e pioggia, cavallo diventano medicine misteriose. Siamo in una fase narcotica, dove una Summertime sembra emergere dalle nostre profondità inferiori, il fantasma di Nico abbracciata a George Gershwin, NicoNote, Mauro Sabbione e Demetrio Cecchitelli a turbinare lenti. Piotta si inasprisce e la sua Grande onda si scuote nelle mani delle Cleopatras in pieno stile bitt, Catherine Spaak ed Iler Pataccini sorridenti dal cielo mentre Mogol offre un giro giocando a carte nella hall. Un’altra Indian Summer, quella dei norvegesi TNT, viene messa a ferro e fuoco dai Death Wishlist, alle prese con una vera e propria esplosione di vento, capelli ovunque e serio rischio di tempesta! gli Style Council salutano d’Oltremanica lasciando che gli Alice Tambourine Lover trasformino la loro Long Hot Summer in un dolcissimo lecca lecca, stando ben attenti agli infami granelli di sabbia ed alle gocce di sudore.
Una mezza estate di Fred Bongusto è puro cinema per le orecchie nelle mani dei Maisie, con una Cinzia le Fauci assolutamente perfetta, quasi ad aprirsi in un ricordo d’amore. Gli a me completamente sconosciuti Amaro 19 rapiscono il cuore con una Era d’estate incredibile, scandita e squadrata, tenera come l’espressività emotiva d’altri tempi, sorprendente come cinque minuti di freddo a luglio, in spiaggia, col desiderio di abbracciarci per consolarci. Vittorio Nistri chiama a sé Adele Altro e l’Aimee Mann di Mental Illness per una Lies of Summer intensa, bellissima ed amara come ogni stagione che va a chiudersi. Ma ora è il momento dei Jealousy Party, che si rinchiudono in una struttura psichiatrica con i Mungo Jerry e con tutta calma ci inviano la loro versione di In the Summertime assicurandoci di star bene (ci sarà da fidarsi?), ma qui c’è qualcosa di storto e sono gli Energumeni a ricordarcelo, state lontani da quella Playa!!!
Forse l’Hotel Acapulco è quello degli eletti di clementiana memoria:
“Eravamo la cornice di un romanzo medievale
Noi
Gli eletti
Riuniti in un’estate che cadeva a pezzi
Immersi nel silenzio dei pomeriggi d’agosto
E fuori
Fuori la peste”.
Non lo sapremo mai: ormai è settembre con David Sylvian che fa capolino con Paolo Tarsi ed Andrew Evans, il desiderio segreto della pioggia e Forte dei Marmi che rimane con noi come sabbia fra le dita e nelle cartoline spedite agli amici.
AAVV – Summer Fun – Music For Hotels Vol. 2 (Silentes, 2025)
