“Per quest’anno / non cambiare / stessa spiaggia stesso mare” cantavano Piero Focaccia prima e Mina poi. Così anche Stefano Gentile e Vittore Baroni, da Forte dei Marmi tramite Silentes in grado di arrivare ovunque con le sue compilation a tematica ospitalità balneare, ormai giunte al terzo episodio. Mai come in questo caso però il panorama è largo, addirittura sterminato: talmente tanto da diventare realmente una compilation da lasciar correre per perdersi in 31 brani eterogenei, fra cover, brani autografi, canzoni e paesaggi sterminati. Colpiscono alcuni momenti, certo, fra tutti gli Spectral Unit di Adi Newton ed Enrico Marani alle prese con un vascello fantasma che è allo stesso tempo il mistero delle acque e degli spazi a noi estranei ancorché codificati (del resto spesso gli hotel fanno parte del patrimonio stregato, thriller ed horror). Sembra che il disco (anzi i dischi, siamo arrivati ormai al doppio formato) sia svoltato su un rigore sinistro ben accompagnato da Mirco Magnani.
Ma nelle camere di questo hotel grandi nomi si susseguono ad emeriti sconosciuti che sorprendono per le loro virtù: di certo Interconnection dei Polemica stordisce per la sua bassa marea ‘80 mentre la Sea of Heartbreak riporta Don Gibson nei corridoi tramite la voce di Rocky Rialto.
Addirittura ondeggiare sulle ritmiche di Adriano Zanni tanto che ci immaginiamo Onga alzare un cocktail in lontananza come muto segno di assenso. Altro momento topico è quello che coinvolge Elia Ulian ed il suo ricordo a Percy S., assolutamente straniante ed evocativo, prima che l’oceano di H.P. Lovecraft sia trasmutato in una discesa funebre dal Teatro Satanico. Vedere poi, mentre ascoltiamo il disco le facce dei musicisti intenti a suonarne brani sorridendo nel giardino dell’Hotel Acapulco è un vero e proprio corto circuito. Luce e tenebra, solennità e semplicità, un lavoro a tema per il quale il prestarsi non significa leggerezza, bensì impegno, sforzo e qualità, doti che fanno di questa compilation ancora una volta un’importante cartolina di una scena ampissima. L’intensità, la profondità si fa sentire sovente, nei brani ma soprattutto nei modi, considerando come molta della vecchia guardia stia dando luce ai propri lati più sinceri, da Gianluca Becuzzi alle Forbici di Manitù, a Dome La Muerte. Poi a volte escono i brani, un Franco Battiato leggero di spiagge solitarie, un Cochi e Renato miscelato a nascondersi. Le sirene che da Tim Buckley nuotarono fino ai This Mortal Coil vengono qui accarezzate dalla voce di Brunilde Galeotti in maniera sublime. Sembra essere la musica stessa ad essere ripresa ed incanalata: blues, country, sentore di sagre e di vacanze.
I ritmi si sciolgono verso un caraibico dub salmastro, il mare arriva fino a Pordenone, con Xox che segue i percorsi carboniani. Mille immagini, fra pizze ed immersioni, ad accompagnarci verso l’ultima luce a spegnersi, quella della camera di Vittore Baroni, che una ne fa e mille ne pensa, condividendo insieme a noi le sue idee di villeggiatura.
AAVV. – Music for Hotels vol. 3 (Silentes, 2026)
