Rap dal mondo in 19 comode portate grazie al dispiego di forza organizzato da Solium Records e Light Item per un colpo d’occhio abbastanza oscuro su quanto si muove lontano dalle luci dei riflettori. Il mischiare lemmi, lingue, stili e colori ci offre un vero e proprio caleidoscopio, straniante ed oscuro, dove una sorta di autoreferenzialità che puzza di brani mai ascoltati si esprime provando a rompere la barriera tra MC ed ascoltatore. Progetti e liricisti che forse esistono da anni o forse sono al debutto (conosco solo Napo e Zona MC della cricca) ma che insieme trascendono differenze e lontananze. Rimane una musica spesso aliena che ha più a che fare con certo industrial od elettronica sperimentale e gli sproloqui di uomini che sanno farsi più o meno declinati, trovando anche insperate musicalità, ad esempio nella Return 2 Sender di Ridlaa prodotta da Reeks. Uomini dicevamo, che quando arriva la prima rapper donna, Bhutan, spezza letteralmente in due la scaletta con un groove ipertecnico sopra ad una produzione che sposa canti lirici a chirurgiche sciabolate digitali. Oppure i notturni e melanconici Peak Flow Meyer insieme al produttore Burla22. La mescolanza fra inglese, francese ed italiano, collega sinapsi ed apre porte, con addirittura l’ombra di Lou X in LOGAWOU, con Radon Squad e Makumbo ed Haitian Chris a sciorinare odio e brutalità e musica. Prima della fine c’è lo spazio per un’altra bomba, Cream Crackered, con h8 no.3 che cuce un campionamento sulla fine mentre Peak Flow Meter distrugge con le rime ogni cosa gli passi davanti. Letale, per una raccolta estremamente interessante ed in grado di svelarci talenti fin troppo sottovalutati, tanto da spingerci a segnarci i nomi per poterci ancora sbracciare ripescandoli da qualche altra parte, ottimo lavoro per due etichette parecchio coraggiose e con le idee molto chiare.
AAVV. – Atramentum Solis (Solium/Light Item, 2026)
