Meat Beat Manifesto - R.U.O.K. In Dub (Quatermass, 2004)
Onestamente sono sempre piuttosto titubante nei confronti di alcune raccolte di remix o in presenza di riletture dub di questo o di quel disco; un esempio calzante per capire ciò che intendo potrebbe essere la versione "in dub" di Protection dei Massive Attack, e pensare che ci si era messo Mad Professor. Per fortuna, nonostante i pregiudizi, le cose vanno diversamente da come avevi preventivato (certo, se uno si pone nelle condizioni perchè ciò possa succedere), oppure la qualità - o meglio la presunta qualità - irrompe in scena comunque, caso che ben si adatta ai Meat Beat Manifesto. Una dozzina di tracce prendono nuova vita: dopamina e ganja, aree chill-out che si espandono, loop circolari di basso, i soliti echi lunghi alla Lee Perry che diluiscono la miscela ed il "ragga-rapping" di Dj Collage; atmosfere dub che si fondono con pure-electro, e ne esce un paesaggio omogeneo, un disco senza nessuna eccessiva caduta di stile, anzi, con qualche perla sorprendente: Spinning Round Dub e Fromage Dub, che fluttuano nello spazio siderale, Happiness Supreme Dub, dritta e "groovy" come un treno per Babylon, o Radiation Dub, che ora sembra una base (e che base!) molto vicina al breakbeat. Onore a Jack Dangers e all'idea di filtrare il Manifesto attraverso le orecchie di un jamaicano; nulla di imprescindibile, ma sicuramente meglio di molti lavori dello stesso tipo. |