Integrity - To Die For (Deathwish, 2004)
Con quest'ultimo tour sono esattamente tre le volte che vedo gli Integrity dal vivo; gli anni sono passati, le persone pure e nonostante ciò il tasso di ignoranza degli eroi di Cleveland è rimasto inalterato, anzi forse sono persino più ignoranti di come li ricordate. Dopo le dimenticabilissime ciofeche a nome Integrity 2000 e Della Morte, i vostri buzzurri preferiti ritornano con quello che tutti speravano che facessero, incredibile dictu: un buon disco. Batteria che più cafona non si può (fra vecchia scuola e Motorhead), qualche impennata pseudo thrash metal, assoli alla King/Hanneman (forse il disco più slayeriano degli inventori dell' Holy Terror), melodie decadenti, riff degni di un "biker" in calore (gli ultimi Entombed annuiscono), e com'è lecito aspettarsi, la voce sopra le righe di Dwid. In formazione si ripescano alcune vecchie glorie di "Clevo": da Chubbie Fresh (che fu il primo obesissimo batterista della formazione ai tempi dei demo e del 7") a Blaze, il decerebratissimo chitarrista che fu One Life Crew ed In Cold Blood (i meglio informati mi comunicano che a questi ultimi appartengono due dei pezzi di To Die For anche se, naturalmente, non ne viene fatta menzione alcuna nel booklet). Non ho molti dubbi sul fatto che gli Integrity detengano il discutibile primato di essere "i peggio figli di mignotta" da quando il punk è diventato metal. Volete che parli l'ultimo improvviso scioglimento causato dalla fuga di Dwid con i soldi di tutto il resto del gruppo? Volete che menzioni gli insulti di Chubby quando ricordava al suo ex cantante di quando tornò a casa e vide la moglie che simpatizzava con il capo ufficio? Oppure è meglio parlare di quella volta che Dwid comparve con lenti a contatto nere, occhio gonfio (presumibilmente per un pugno) e maglia nera dei Death In June? O ancora meglio, dovremmo ricordare di quel concerto in cui esplose un colpo di pistola nel mezzo di un set di Dwid e soci?! |