Inferno - S/T (Donnabavosa/Bar La Muerte/Shove/Escape From Today, 2004)

Science fiction grind’n’roll. Il quartetto, qui all’esordio, è riuscito addirittura ad aggiungere un nuovo sapore nel pentolone di ribollita che ormai quotidianamente ci tocca mangiare a colazione, pranzo e cena. Beh, non c’è che dire... Suonate le trombe! I prime movers in questione sono, per una volta tanto, italici.
Il connubio tra Goblin, metallo ribassato e droga chimica funziona a meraviglia e, vi giuro, l’impatto live della band è un autentico pugno in faccia: a Bologna, alla presentazione del disco, hanno spazzato con un colpo di saggina giovani e vecchie leve. Effettivamente, rasentando la bestemmia, sarebbe bello sperare che questi quattro romani possano essere i nuovi Indigesti (non parlo di musica, ma di anticipazione e avanguardia di idee); in realtà i tempi sono cambiati, il calderone di improbabili bastardi mix sbriciola tutto e molto velocemente senza dimenticare che, lo stesso bizzarro connubio generato dagli Inferno è davvero difficile immaginare come possa evolversi. Certo, oggi come oggi non è il caso di mettere le mani tanto avanti, ma al contrario di godere e procurarsi assolutamente questo piccolo gioiello di scuola e concezione tutta italiana.
Gli Inferno suonano quello che sarebbe tanto piaciuto suonare ai Fear Factory se almeno avessero finito la scuola dell’obbligo, e non fossero cresciuti in quella cloaca che si chiama Los Angeles. Nossignori, gli Inferno non attingono solo al metallo tecnologico, ma anche alle malinconiche atmosfere di Nino Rota, al dogmatico canto hardcore, ai rave capitolini e a un sacco di altre cose che accostare qui non farebbe che sminuire la loro grandezza. In definitiva, un must assoluto.
E’ un disco che consiglio ai metallari di tutte le ore, a chi spera ancora che il cinema italiano non sia morto e a chi va a puttane per sentirsi meno solo.

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