Fall-Outs - summertime (Estrus, 2004)

Amen.
Nonostante il titolo insulso, brothers and sisters, questo disco è davvero ottimo. Che a Seattle ci sapessero fare era abbastanza noto, ma non mi aspettavo di sentire una band capace di riunire le qualità dei Mudhoney più garage e primordiali, con l'impeto emozionale dei Monkeywrench: e questo è solo per iniziare con similitudini riferite a gruppi moderni. Perchè poi si deve aprire il discorso delle radici e aprire il vaso di Pandora del sixties, per inquadrare meglio il loro sound. Allora... Kinks, Electric Prunes, Outsiders, Byrds, 13th Floor Elevators sono solo alcuni dei nomi che mi vengono subito in mente ascoltandoli. Il disco è piuttosto vario e mantiene alto il livello di attenzione: peccato per la caduta terribile verso la traccia sette, in cui i nostri amichetti ci propinano una canzonetta pop punk tipo Screeching Weasel che fanno una cover dei Beach Boys alla festa di compleanno di qualcuno delle Pornoriviste... e - francamente - questo è male. Ma, come a bilanciare la terribile figuraccia, nel brano seguente ci violentano con un ballatone riverberato, una torch-song da brivido completa di solo chitarristico sepolcrale e parte di improvvisazione: un orgasmo di oscuri presagi e atmosfere malaticce.
I più informati tra voi magari già sapranno che in questo gruppo ha militato Steve Turner dei Mudhoney e che i Fall-Outs hanno già ben quattro album all'attivo: insomma, questi sono veterani che suonano dagli anni Ottanta (dal 1987 per la precisione) e si sente. Consigliatissimo, quindi, sia ai garagers più ortodossi che a chi si è affacciato al genere sulla scia dei vari White Stripes, International Noise Conspiracy e simili...

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