Zoe-Lea

Registrazione casalinga quella di Zoe-Lea, presa diretta e mixaggio che sacrifica alcune delle peculiarità migliori del demo, se le basi sono ben amalgamate non si può dire altrettanto della voce che sovrasta completamente il mix. Distorsioni soniche e ben calibrate, slanci distorti che farebbero felici degli ormai spenti Marlene Kuntz, un toco di post-punk inglese che non gusta un buon "groove" e "riff" che non sembrano montati a casaccio sui pezzi. La base è costantemente in distorsione tanto che mi ricordano l'epopea della Amphetamine Reptile che fu, più i gruppi come i Janitor Joe che quelli come gli Helmet o i Today Is The Day, quindi per nulla metal. Per chi ama la distorsione.

Per informazioni e contatti: contact@dianeandtheshell.com, Giuseppe tel 347/6449472.
Sito web: www.dianeandtheshell.com.


Autobeat - Quasi Tutto EP

Buffo, buffissimo questo CD, ho riso molto ascoltando il Quasi Tutto EP degli Autobeat, se il risultato fosse quello preventivato dagli autori o no non lo so, però fossi in voi non lo sottovaluterei. Quattro tracce con echi "easy-beat" che mi hanno ricordato gruppi del passato come i Barbieri, gli Skiantos, Ottavo Padiglione, Statuto e anche i Cugini Di Campagna che dismettono il falsetto per l'ironia. Davvero stupido!! Ma pensate che sia roba da poco essere così stupidi? Sì!? Quindi voi siete di quelli che: "Bugo ce la facevo pure io". Ognuno pensi ciò che vuole resta che Autobeat è divertente, ma ciò non significa che sia un sciocchezza, infatti i pezzi sono ben strutturati, filastrocche pop sciorinate con ironia e leggerezza, con piglio e buon gusto. Un'alternativa allo "ska-punk"?

Weekenders - Are You Electric?

Quattro pezzi piacevoli, semplici, tirati, schitarrate incluse per questo quartetto piacentino. Anche la voce sembra azzeccata. La musica? Un rock energico figlio un po’ dei R.E.M o dei Dinosaur Jr e un po’ del tiro dei Buzzcocks.
Ma la Val Tidone si rivela avere comunque un piglio garage che caratterizza il modus operandi anche se è rimasto tanto di quell’indie che furoreggiava tra Usa e Inghilterra negli anni 90.

Per informazioni e contatti: Fabio xchange@katamail.com, tel 349/0716951.
Sito web: xchange.supereva.it.


Black Eyed Susan - Skeleton Winter

Il fiore da cui il gruppo prende il nome è una specie di Fiore di Bach, ma californiano. Ma io sono un miscredente di queste pratiche sanatorie sulle pulsioni in cosce umane. E non è che neanche il gruppo bresciano riesca a farmi ricredere. Non capite male. Secondo me hanno dei buoni numeri, ma non sviluppati.
Tutti i pezzi hanno uno svolgimento lineare con la chitarra che fa da traino e comanda il gioco, a volte dilatata e morbida, a volte desertica, a volte quasi caraibica, altre più sonica all’arrembaggio. L’andamento e la riuscita è altalenante senza fare il grande botto, dalle atmosfere nere tra indie rock lo-fi e sterzate più noise.

Per informazioni e contatti: Demetrio spartes.dvs@virgilio.it, tel 348/8852234.


Imodium - Nowhere EP

Il Nowhere EP degli Imodium si presenta con un "superfuzz" in copertina che rimanderà qualcuno di voi ai Mudhoney che furono. Per quanto la cosa possa essere casuale o no, un pizzico di grunge c'è, come c'è anche un pizzico di punk (e da dove nasce il grunge?), anzi per tagliare la testa al toro direi che gli Imodium per qualche motivo mi ricordano molto i gruppi di Seattle più vicini a sonorità punkeggianti: quindi gente come i Nirvana, i Mudhoney prima delle sbandate "garage", per non dire anche Seaweed ed altri. Registrazione un po' troppo satura (la distorsione a volte è un po' "zanzarosa"), una propensione spiccata nei confronti dei mid tempo ed un piglio molto live. Ancora un po' acerbi (in fin dei conti si tratta pur sempre di un EP d'esordio), forse penalizzati un po' dai suoni, ma con qualche spunto interessante e soprattutto per nulla rock italiano (se poi ciò sia un pregio o un difetto dipende da quello che cercate in un disco).

Per informazioni e contatti, sito web: www.subrockrecords.com.

Demi Project - Tecnicogroove

Sto per partire per il mare (come si diceva una volta). Jean Claude Izzo in un suo romanzo dice quanto è semplice essere felici quando si è davanti al mare. I Demi Project sono di Torino, e vorrebbero assomigliare ai Subsonica. Anni fa un altro gruppo di Torino, gli Statuto, cantavano che nel capoluogo piemontese non esisteva il mare.
Cose lega queste tre cose? Nulla apparentemente, ma fa caldo a Milano, vorrei vivere sul mare nei sobborghi di Marsiglia come il personaggio della trilogia di Izzo e invece ascolto questo CD. Quattro tracce. Si passa da una versione in levare e con una voce incedente alla Madaski, si attraversa un funkettone tribbbale, la techno groove tamarra del titolo, una Bristol acquosa accompagnata da una voce femminile. Quasi un juke-box per l’estate, ben registrato ma tutto il progetto ha un taglio da premiata canzone italiana, che forse è la cosa che stride di più.

Per informazioni e contatti: abarth@monokraft.com, tel 338/2989849.
Sito web: www.abarth.monokraft.com.


Landslide Ladies - Loud, Lousy & Loo$e!

Motley Crue, Faster Pussycat, Love/Hate, L.A. Guns, Guns’n’Roses, Hanoi Rocks. Devo continuare? Meglio di no, creerei troppe aspettative. Già, perché non è detto che da uno stampo di un certo tipo escano per forza fuori gruppi buoni. Quanti imitatori di Exploited, GBH e Sex Pistols sarebbero da eliminare tramite volo dalla capitolina Rupe Tarpea? La maggior parte. E lo stesso discorso vale per i glam metallers di quinta generazione della risma dei nostri Landslide Ladies.
Siamo in presenza di un gruppo che adotta un look da spaventapasseri carnevaleschi (il cilindro di Slash-iana memoria, i boa pelosi alla NY Dolls, il trucco ultra ambiguo, le pose da rockettari sul Sunset Boulevard...) e sciorina un hard rock’n’roll insapore come la birra dell’hard discount aperto anche la domenica pomeriggio. Potrei azzardare che il valore della loro musica è inversamente proporzionale alle esternazioni contenute nel sito della band. A giudicare da questo e dalla veemenza dei proclami in esso contenuti saremmo in presenza di uno dei gruppi più infuocati, speciali, esplosivi e deflagranti dell’ultimo decennio. A dire delle mie orecchie siamo di fronte a un gruppo senza alcuna peculiarità: generici, generici e ancora generici. Forse se volassero un po’ più basso risulterebbero almeno simpatici: quattro ragazzoni che si divertono a emulare alla meno peggio i loro idoli, truccandosi e giocando al “facciamo che eravamo a Los Angeles ed era il 1986 e dovevamo suonare al Cathouse e poi diventavamo famosi e ci scopavamo le modelle insieme a Vince Neil, che poi ci invitava a fare un giro in macchina, ma era molto ubriaco e allora noi non ci andavamo perché non volevamo mica morire come Razzle”. Invece si prendono troppo sul serio e - inevitabilmente - si “ripropongono”, proprio come il peperone mangiato a cena. Altro appunto non di secondaria importanza: codesto EP non gode certo di una produzione che renda giustizia al gruppo: niente basso, suono sottile, voce troppo in primo piano e chitarra moscia. Sorry, ma io non li promuovo. Nemmeno sentendo solo il primo brano, il cui testo è composto quasi interamente da titoli di pezzi degli Hanoi Rocks.

Per informazioni e contatti, sito web: landslideladies.too.it.


Liquid Party - Nervous Squirting

...Rockenrolla!!! Anzi, rock'n'roll a go-go!!! I Liquid Party sono un gruppo di vecchie glorie dell'area torinese: giusto per elencare solo i nomi di chi è arrivato al CD o al vinile qui c'è gente che ha suonato in Crunch, Mary Poppins, No Way, The Morbid Trading Co., Distruzione ed altri. La Blues Explosion di John Spencer, qualcosa dei Jesus Lizard meno noise e meno blues, in parole povere: rock punk (e non punk rock) fracassone e guascone, perfetto per una serata trascorsa in un locale pieno di ubriachi (chissà perchè poi?!). Non saprei spiegare il motivo, ma la chitarra di Matteo fa trasparire i trascorsi punk di chi la suona, la voce forse non mi fa sempre impazzire, ma credo che in parte sia dovuto alla registrazione. Un gran tiro, l'esperienza c'è e si sente, immagino che dal vivo siano notevoli; ovviamente rispetto agli altri demo siamo su di un altro pianeta. Ultimo doveroso appunto: un addio a Matteo, per chi di voi se lo ricorda su questo o su quel disco e per chi di voi lo conosceva.

Per informazioni e contatti: liquidparty@fastwebnet.it.


Macaya - Le paure di Claudia B. (Demo, 2004)

A metà strada tra l’improvvisazione e il divertimento, i Macaya viaggiano su coordinate tutte loro e sicuramente non asfaltate. Accostabili a null’altro che non sia il loro mondo, compongono atmosfere rarefatte e filastrocche sintetiche, appese ad una tensione palpabile e per niente rassicurante. La voce si contorce come un delfino moribondo, una Diamanda Galas strafatta di Barolo che, comunque, non conduce, ma ruota attorno a un’asse sbilenca quanto le ruotine del mio vecchio triciclo. Il risultato è interessante, ma c’è come la sensazione che manchi ancora qualcosa, ossia, una specie di colonna vertebrale, scarnificata certo, ma capace di rendere i pezzi letali fino in fondo.
Il duo, composto da Patrizia Oliva e Luca Sigurtà, pare sia vicino al giro Ovo/Bruno Dorella, cosa, direi, decisamente coerente.

Per informazioni e contatti: patatapa@yahoo.com.


Mice Cars - Gewgaw Tunes

Romani di nascita i Mice Cars, ma americani nello stile e nel gusto. Il riferimento più prossimo che ho trovato sono stati i Pixies più poppettoni, forse per il tipo di cantato o per la fludità delle canzoni. Attitudine pop e sensibilità indie che in Italia sembrano aver trovato terreno fertile nel quale far crescere le radici. Un suono ed un gusto molto "primi Novanta", se ciò può aiutarvi, quindi rockish ed analogico a go-go. Pezzi fluidi, ben arrangiati e canzoni con strofa e ritornello, quindi nulla di "post" o di "avant", ma solo e semplicemente canzoni. Chitarre in distorsione leggera, acustiche, pulite, batteria liscia, bella voce, cantato in inglese e qualche piccolo "trick" come la fisarmonica di Broken Shoulders. Non eccessivamente incisivo, ma pur sempre una piacevole boccata d'aria se paragonato al fetore di molti demo.

Per informazioni e contatti: micecars@yahoo.it.