Deadpeach - Demo 2003

I Deadpeach tornano con un nuovo demo e cambiano il tiro, passando dal noise rock a qualcosa di più retrò, al confine con lo stoner in certi momenti (l'iniziale Since We'Were Rock 'N Roll Stars e Deadman Knock On The Door) e più rock and roll in altri (la finale Americano); non più chitarre vorticose che si sovrappongono in questi nuovi quattro pezzi, ma la cosa di cui si sente di più la mancanza è in realtà il cantato in italiano, dato che i testi un po' alla Brusaschetto del demo precedente erano davvero carini... Non manca l'ironia nelle grafiche, con uomini con il naso finto a forma di cazzo e mucche che brucano felici nei prati di marijuana.
Nel complesso un demo più che dignitoso, in attesa della stampa su vinile di questo materiale fuzzoso e seventies..

Per informazioni e contatti: deadpeach@yahoo.it.
Sito web: www.geocities.com/deadpeach.


Hic Niger Est

Hic Niger Est: chissà qual'è il significato del nome... Qui c'è il nero? Metafore sull'immigrazione? Boh... Musicalmente la band suona un rock che ha prestato un buon orecchio alle chitarre più pop dei Sonic Youth medio periodo (Sister, una delle migliori cose dei newyorchesi), testi in italiano con un lieve riferimento ai Diaframma di Federico Fiumani e gusto per il brano allungato da code strumentali. Qui e là i testi difettano ancora di ingenuità, ma la qualità media del prodotto è buona ed il gruppo ha buone possibilità per farsi largo tra la miriade di band indie dal cantato in italiano in attesa di diventare eredi della triade Afterhours - Marlene Kuntz - C.S.I. che nel bene e nel male ha imperato negli anni novanta.

Per informazioni e contatti: info@hicnigerest.it.
Sito web: www.hicnigerest.it.


Vertigine - Lanostragioventù

Si passano mesi ad ascoltare demo con parecchia pazienza ascoltando materiale di tutti i generi e poi di colpo arriva il gruppo giusto e si capisce che in fondo ne vale ancora la pena.
Tra i gusti musicali dei friulani Vertigine c'è un po' di tutto e si sente: Vasco Rossi, Nirvana, Sex Pistols e Afterhours sono elencati nel comunicato stampa; le sei canzoni variano da La Nostra Gioventù, gran bel rip-off della nirvaniana Sliver, il mid tempo davvero fenomenale di Piove tra gli ultimi Social Distortion e i Rats (ricordate?), e poi un susseguirsi di brani semplici e pop che non sfiorano mai la banalità, come forse solo i Tre Allegri Ragazzi Morti sanno fare, anche se qui le coordinate non sono proprio le stesse; tentazioni rock e svisate di pop-punk, carte davvero ben mescolate, alternando brani più punk e veloci a mid-tempo da rudi romantici.
Disco registrato con cura e attenzione ai particolari, chitarre semplici con un occhio ai seventies, testi diretti e una voce un po' rauca che da al tutto un che di "stradaiolo"; in sostanza sei canzoni azzeccate, in heavy rotation sul mio stereo da parecchio...

Per informazioni e contatti: vertigine@rocknotes.it.
Sito web: www.rocknotes.it.


Cadabra - Blood And Blades

Secondo CDR per i pugliesi Cadabra, in continua crescita e da sempre decisi ed orientati verso suoni tipicamente anni ottanta: l'asse The Cure - Depeche Mode è esplorato a pieno; la pronuncia inglese è migliorata, le tastiere sono state giustamente ridimensionate rispetto al precendente CDR, c'è una registrazione migliore e soprattutto le canzoni sono più a fuoco e a questo ha contribuito certo la grande quantità di live che la band ha suonato in questi anni, prevalentemente nel centro e sud Italia.
Perfettamente all'interno dei canoni, i Cadabra si muovono all'interno di queste coordinate ormai in maniera matura e sicura: nel frattempo questi suoni sono tornati parecchio di moda per cui i nostri potrebbero fare il salto, dato che gli Interpol non sono così distanti...

Per informazioni e contatti: info@cadabra.org, Francesco 339/5220218.
Sito web: www.cadabra.org.


Hot Lord

Dietro Hot Lord si cela un giovane polistrumentista marchigiano, il quale con l'aiuto di due fanciulle (agli archi in due pezzi), ha realizzato questo disco interamente acustico se si eccettuano i campionamenti e field recordings.
Alla radice del disco c'è un certo folk, che potrebbe appartenere a Nick Drake, sporcato da suoni casuali che mi hanno fatto pensare ai Gastr del Sol; sopratutto per gli accostamenti tra i vari strumenti. Talvolta, nei pezzi in cui gli archi increspano la superficie sonora, vengono in mente le Raincoats di Odysahpe.
Indubbiamente si tratta di un disco denso, crepuscolare, ricco di spunti e non facile da penetrare al primo ascolto. Credo che in Italia raramente si sia sentito un lavoro con queste influenze così mischiate e pertanto fuori dagli schemi consueti. Si potrebbe obiettare che è dispersivo, che le canzoni sono sfilacciate e mancano di senso melodico. Si potrebbe consigliare una produzione migliore. Ma è anche vero che tutti questi aggiustamenti potrebbero togliere originalità. E allora apprezzo il risultato così com'è ed il coraggio dimostrato.

Sir Psycho

I Sir Psycho citano nelle loro influenze l'alternative rock degli anni novanta che ci è stato traghettato dalle major e da MTV: nei sei brani di questo CDR, in cui in realtà sono raccolti due demo registrati rispettivamente nel 2002 e nel 2003, fanno tesoro di alcuni dei loro gusti musicali costruendo brani di rock tipicamente americano, più o meno tesi, ma sempre tinti di una lieve malinconia "grunge" in cui la voce chiara e pulita di Fabio si incastra a perfezione.
Musicalmente preparati i cinque suonano evidentemente con divertimento, e forse se fossero in USA potrebbero essere pure trasmessi dalle radio; un buon demo, anche se non rientra precisamente nel genere di musica che preferisco...

Per informazioni e contatti: www.sirpsycho.tk.


3Periodico

La musica dei 3Periodico è rock FM piuttosto melodico che rimanda immediatamente ad alcune band da "heavy rotation" su Mtv. Fra le diverse tracce echi di Incubus, Sugar Ray, Lost Prophets e molti di quei nomi che negli Usa (ad anche nel nord Europa) fanno incetta di teenagers. Buona registrazione, look alternativo ben curato, età giusta (fra i 20 e i 24) per poterci scommettere sopra... Non mi stupirebbe se qualche casa discografica puntasse su di loro per consolare le ragazine che si sono stufate dei Subsonica e si sentono orfane dei Bluvertigo. Coretti ben studiati, canzonette rock senza troppi fronzoli, tutto al posto giusto. Certo, nulla che vi cambierà la vita, nulla che abbia la pretesa di essere originale, nulla che vi rimarrà impresso, ma credo che il target di un demo del genere stia altrove.

Per informazioni e contatti: 3periodico@virgilio.it.


Beer For Breakfast

Questi giovanissimi rockettari genovesi spaziano disinvolti come piccoli trappers nelle praterie del rock americano. Territori molto vasti, ben inteso, dove è facile perdersi in una direzione piuttosto che in un’altra. E’ encomiabile l’apertura d’orizzonti di ragazzi tanto giovani e che, senza dubbio, si schiariranno le idee strada facendo.
In ogni caso, la band suona sicura e con padronanza, ricercando un sound mai banale o scontato. Suggerirei piuttosto di trovare un’identità musicale più definita e concentrata: non si può spaziare dai Dead Boys a Neil Young senza un filo d’Arianna!
Il singer e chitarrista Amedeo Scofone, l’ Evan Dando genovese, dovrebbe porre più attenzione al cantato, ancora un tantino approssimativo.
In ogni caso, una band, da tenere d’occhio.

Per informazioni e contatti: amskof@fastwebnet.it.


Bhangra Beat - Atomo Zero

Crossover fino al midollo i pavesi Bhangra Beat, sia negli intenti che nei risultati; quindi, come dicevano i P.I.L.: "this is what you want, this is what you get". Atomo Zero per qualche motivo mi ricorda una specie di mix fra Tool e Motorpsycho, ma il disco in genere sembra più affine ai norvegesi, se non altro per l'idea di lavorare su pezzi molto eterogenei; la cosa è evidente già dal secondo pezzo, in cui i toni si smorzano ricordando (immagino involontariamente) dei Timoria senza cattivo gusto (non me ne vogliano i fan di Pedrini e Renga). Alle volte sembra anche di essere dalle parti di qualche gruppo stile Karma (qualcuno li ricorda?), che non necessariamente è un difetto. Meno incisive le due tracce psych (nell'ultimo caso "hard psych") di chiusura, comunque gradevoli nell'insieme. Nulla di trascendentale ma comunque piacevole, con qualche possibilità di sbocco sul mercato dei Verdena.

Per informazioni e contatti, sito web: www.bhangrabeat.it.


Dracula Drivers

E’ imbarazzante imbastire una recensione sulla base di un CD-r bianco, senza etichetta, senza copertina, senza nulla di nulla a contrassegnarlo o a dare informazioni sul suo contenuto. Ammetto di averlo anche perso per una settimana, essendo finito in mezzo a una pila di CD-r di dati... proprio quando pensavo di essermelo giocato, invece è rispuntato. So che la band immortalata in questo promo è quella dei Dracula Drivers, from Calabria. So che dentro ci sono tre brani, di cui il primo è una cover dei Misfits. Non so assolutamente il titolo del dischetto, né l’anno di produzione. Ad ogni modo, stando al foglietto di bio che ho ricevuto con il disco, questa è la nuova band di un veterano della scena punk e hc dei ’90, ossia Max dei N.I.A. Punx e dei THC. Le atmosfere dei primi due pezzi sono innegabilmente Misfits-oriented (il brani d’apertura è Hybrid Moments), mentre il terzo e ultimo "a mio parere" stona, essendo un pezzo di punk rock molto melodico e pulito, con voce cristallina e impostata, più in sentore di pop punk con qualche pennellatina di oi. Il problema di questo promo è l’eccessiva pulizia e un po’ di assenza di "tiro": tutto è così patinato e leccato de sembrare poco credibile... sarà un mio problema, ma io certo punk rock sanguigno, se lo ascolto coi suoni da rock italiano (con la voce riverberata e sopra a tutto quanto), mi viene un po’ il latte alle ginocchia. Alla fine della fiera, il punto è che sono piuttosto confuso. Non riesco a farmi un’idea precisa dei Dracula Drivers sulla base di una cover dei Misfits, una loro (?) composizione horror punk e un brano di oi-pop cantato (orrore!!!) in italiano... ho la tentazione di alzare bandiera bianca. Mi auto-rimando a settembre.