Decahedron - Disconnection_Imminent (Lovitt, 2004)

Formati nel 2001 dalle ceneri dei Frodus (in cui militavano Jason e Shelby) come The Black Sea (un EP di un paio di anni fa fuori su Lovitt), incappano in Joe Lally (Fugazi, manco a dirlo) durante le registrazioni dei dischi dei Dead Meadow (usciti, per l’appunto, sulla Tolotta di Lally).
Disconnection_Imminent è il risultato di registrazioni, scambi di mp3 (Jason ha vissuto in Europa per un po', nel frattempo), poche prove con strumentisti vari (tra cui Jonathan Ford degli Unwed Sailor, adesso membro permanente del gruppo al posto di Lally, dedito ormai solo a Fugazi e famiglia). Un sound secco che sarebbe immediatamente riconducibile al tipico post-hc dei Frodus, ma con una dose non indifferente di hard rock (No Carrier), di psichedelia (Every City Is A Prison, Dislocation) e - perché no, visto che va tanto di moda - di ipnotico funk punk (Burning Lights, con il basso di Lally ben in evidenza). Un tale mix di influenze avrebbe potuto generare un pericoloso quanto insipido pout-pourri di generi, ma così non è: pur non essendo di ascolto facile e filante, il disco si mantiene solido e anche nel tempo, a dimostrare che, quando qualcuno ha i numeri per suonare a certi livelli, difficilmente ci delude.

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