Curl Up and Die - But The Past Ain’t Through With Us (Revelation, 2003)
I CUAD fanno screamo direi, sì mi pare che si chiami così. Mike Minnick screama dall’inizio alla fine, senza pace: una frequenza disturbata che definir monotona farebbe torto al mio vecchio scremo boiler. Ma non c’è problema, fino a quando la gente impazzirà per questi (chiamiamoli) cantanti usciti dallo stampino per ravioli, il mio boiler vivrà un’esistenza di secondo piano. Ma va bene, ce la può fare!
Musicalmente i CUAD non sono malvagi, chitarre crunch crunch su tempi mai troppo accelerati e mai troppo slow. Una band al dente insomma, entusiasmante come la pasta di un self- service.
Menzione particolare per l’ultimo pezzo (God Is In his Heaven, All Is Right With The World) di questo four/EP. Qui la band ci prova sul serio, le acustiche si intrecciano malinconiche, leggere leggere e forse effettivamente emotive, ma a metà strada attaccano il boost e asfaltano tutto come un parcheggio.
Tra l’altro è un lavoro anche subdolo, come non citare infatti la grafica della Eatdrink media, molto bella e curata, a metà strada tra un fumetto di Tintin e l’immaginario middle class disturbata di P.T.Anderson. Subdolo perché potrebbe intrigarvi tanto da comprare il CD, cosa che eviterei se possibile, a meno che non cerchiate un regalo per un amico amante dei fumetti. Ma in tal caso contattatemi, vi darò la mia copia.
     
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