AA.VV. - Construction Sonor (Pro Helvetia, 2004)
Il progetto Gallerie 57/34.6Km dell'associazione culturale Pro Helvetia è dedicato alla creazione dei nuovi tunnel del San Gottardo e del Lotschberg che verrano inaugurati nei prossimi anni per collegare meglio tra loro i paesi europei: in questo ambito nasce Construction Sonor, una raccolta che ha come base i suoni che si possono ascoltare nelle gallerie in costruzione. Il disco è diviso in due CD, il primo ad opera di Bernd Schurer che ha installato microfoni nei cantieri e nei pozzi per ricavare field recordings che vengono rielaborati nel secondo CD da musicisti contemporanei appartenenti ai cantoni, alle nazioni costruttrici dei lavori e a quelle confinanti la Svizzera.
Il lavoro di Schurer nel primo disco è sorprendente: per un totale di novantaquattro mini tracce in quarantotto minuti i suoni più variegati vengono scelti ed accostati con grande capacità, tanto da far sì che l'ascolto non si trasformi in noia, sebbene tutto il materiale sia esente da qualsiasi ritocco successivo alla registrazione; i titoli dei frammenti sonori sono molto esplicativi, come ad esempio Steam/Water oppure Fan Starting: una miriade di rumori vengono mescolati tra di loro componendo via via una suite dall'ascolto non certo facile ma davvero intrigante e riuscita.
Nei tredici brani del secondo disco ci sono rielaborazioni di tipo molto diverso, anche se le più riuscite sono quelle elettroniche-ambientali, come la stupenda Trans del nostrano Luigi Archetti, che trasforma il rumore in una sinfonia apocalittica con tanto di crescendo finale; altri la prendono più leggera come lo svizzero Balduin che trasforma tutto in un giochino lounge, o i Drumpet che con un copia e incolla dopo l'altro creano un brano jazzato. Sulla stessa lunghezza d'onda di Marchetti ci sono tra gli altri Boris Blank degli Yello, la variazione in salsa glitch di Fennesz, i Monolake e la strepitosa coppia Gunter Muller/Tomas Korber.
Un ottimo esperimento sonoro, davvero di buon livello qualitativo, che ha come suo punto di forza il primo CD, poiché nonostante le belle idee contenute nel secondo è difficile resistere al fascino dei field recordings di Bernd Schurer.
     

aggiungi il tuo parere
|