Blueprint - Hello Jesus (Minerva, 2003)
Tornano i romani Blueprint, dopo il bel disco su Alice Dischi Bela Lugosi e decidono non solo di aprire una loro etichetta, ma anche di dare una sterzata al genere suonato: i momenti strumentali del loro Dischord-sound cantato in italiano si sono dilatati, rendendo Hello Jesus qualcosa di diverso dal passato, ma confermando sempre di più il valore del gruppo.
Sei brani per poco più di mezz'ora e non c'è un attimo fuori posto: già l'inizio del disco è strabiliante, in Tropical Lamborghini ci sono i Tristeza di Spine And Sensory mandati a memoria per quattro minuti di chitarre limpide e ariose, appoggiate su di un tappeto di batteria vivace e mai banale; con Hello Jesus è il basso a farla da padrone, trascinando in avanti un mantra condito da chitarre effettate al collasso come nei migliori Tarentel. Per fortuna riusciamo ancora ad ascoltare il bel cantato di Massimiliano almeno in un brano cantato, 082001, canzone struggente che lascia intravedere anche una vena melodica che potrebbe portarli lontano.
Il disco è stato registrato come il precedente da Massimo Sartor e il suono dei Blueprint ha come in passato una qualità davvero eccellente, il che unito alle atmosfere ed alle melodie delle canzoni fa di Hello Jesus un disco davvero valido, che ha il pregio di non stufare mai e reggere benissimo il confronto con molti stranieri.
     

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