Anathema - A Natural Disaster (Music For Nations, 2003)

Che bei tempi quando dal calderone Music For Nations uscivano animali sfregiati come Metallica, W.A.S.P., Tank, Loudness e compagnia bella.
E’ chiaro che oggi come oggi, nonostante il revisionismo imperante, fare metal classico (alla Music For Nations anni ottanta appunto) sia una bella sfida, però! Però un gruppo che si chiama Anathema non può cercare di scimmiottare i Radiohead quando persino i Radiohead stessi hanno svoltato dalle cose alla O.K. Computer da un pugno d’anni!
Che sia chiaro, A Natural Disaster non è un brutto disco e lo sforzo di amalgamare cose distanti tra loro è encomiabile, ma il risultato mi fa lo stesso effetto di quando, da piccolo, mettevo le teste delle barbie sui corpi dei Big-Jim. Una roba da Isola del dottor Moreau insomma. Diciamo che ai Paradise Lost e ai The Gathering (con qualche riserva) è riuscito meglio, gli Anathema invece sembrano Jeff Goldblum uscito dalla macchina del teletrasporto, ma con il dna di una mosca, tutto qui.
Paradossalmente il pezzo migliore e più appassionato (Pulled Under At 2000 Metres A Second) è quello ancora permeato dalla furia metallica originale della band, ormai tra l’altro, al settimo album. A infiocchettare il tutto c’è persino il brano omonimo (A Natural Disaster, manco a farlo apposta) con voce femminile che imita i Portished.
Ma allora datemi i Manowar!

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