Almandino Quite Deluxe - Absobloodylutely (Suiteside, 2004)
Forse tiro troppo la corda. Ma anche no... insomma, l'ennesimo caso di coscienza. Io non ho nulla di buono da dire di questi Almandino Quite Deluxe: davvero. Un po' me ne dispiaccio, ma la musica parla da sè. Almeno a me, ecco (inseriamo un po' di relativismo da paraculo, che male non fa). Questo è un riciclo proto-artistoide dei peggiori stilemi del rock'n'roll decostruito che tanto andava di moda qualche anno fa e che - per nostra sfortuna - pare non essere scomparso dalle scene. Nella loro bio citano i Sonics e si definiscono "garage/noise", lanciano l'amo di Bob Log III (che è taaaaaanto trendy) e poi tirano fuori i Man Or Astroman? (che a me fanno abbastanza senso, detto fra noi)... insomma, non ci possiamo capire e non credo che le nostre strade, cari Almandino Quite Deluxe, siano fatte per incrociarsi nuovamente. I brani di questo CD a otto tracce sono paradossalmente scontati nella loro strenua ricerca di originalità: riff minimali con qualche velleità blues, accordi dissonanti, voci a squittio (a proposito, cantano davvero poco, in proporzione: moltissime parti sono strumentali), drumming tribale e poi, diciamolo, persino la formazione a due chitarre più batteria è pericolosamente trendy. Ora, a parte la mia veemenza e il mio innegabile e catafratto carattere di cacca, la domanda oggettiva a cui vorrei risposta è: "Chi sarebbe disposto a comprare un disco come questo e ascoltarlo?". Credo che chi voglia ascoltare del garage non si rivolgerà a questo indirizzo. Chi vuole ascoltare del blues punk idem. E allora? Io purtroppo ho l'apocalittica visione di un consesso di universitari fuori sede, coi pantaloni militari, i magliocini di lana, le borse a tracolla e le spillette attaccate ovunque, che ascoltano il gruppo in piedi davanti al palco, muovendo la testolina o il bacino cercando di seguire il tempo. E qualcuno guarderà le tette delle due componenti senza prestare attenzione alla musica (lo so io, ma lo sapete anche voi, cari Almandini). Ecco, se lo prendiamo come University Student Oriented Rock, allora forse il tutto acquista un senso. Rileggendo quello che ho scritto, Almandini cari, avrei quasi voglia di offrirvi una birra, chè forse non dovrei essere così duro. Ma, alla fine, fa parte del gioco e sono sicuro che non ve la prenderete. Vero? |