Agents XI - Le Monstre Jaune (Genie Ou Rien, 2004)
Non c'è che dire, a volte ti trovi faccia a faccia con un disco e quasi tutti i tuoi sensi ringraziano all'unisono per il pensiero che sembra hai dedicato loro. Invece è successo tutto per caso. Le dita scorrono voraci sul packaging del CD, gli occhi si mangiano il giallo neon-malato, il cervello analizzato da vicino, le orecchie fanno entrare i ritmi neri, fumosi e obliqui di un hip hop in sviluppo su cui troneggia una voce forte che non lesina rime francesi con ritmi vorticosi e asfissianti.
L'incedere di ritmo e parole mi fa venire in mente L'Odio, ma è solo un abbaglio momentaneo. La potenzialità dei suoni è notevole. Il mostro giallo che è dentro di noi secondo gli Agents XI produce una fertile immaginazione, illusioni ottiche, analisi paranormali e meccanismi di pensiero. L'universo è come un immenso cervello e l'hip hop è il medium. La loro alchimia a proposito è di un hip hop nelle parole (e nelle rime classiche) ma non troppo nei fatti. Le basi dei nove brani sono frutto di un lavoro di ritmi elettronici sincopati e contaminati tra ambient dalle atmosfere noir, tribalismi metropolitani, jazz-fusion e industrialismi. Diciamo che così ad occhi chiusi potremmo trovarci a casa Anticon, o qualche gradino sotto i grandi Dalek.
     
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