61 Winter's Hat - S/T (Wallace, 2005)

Come Uncode Duello, altro duo per la Wallace e anche ciò che mancava degli A Short Apnea, ovvero Fabio Magistrali, mentre per Mattia Coletti non si tratta di un esordio visto che è uno dei Sedia, Polvere e From Hands (uno dei gruppi presenti sui P.O. Box Wallace). Distante sia da Uncode Duello che da entrambi i gruppi di origine dei suoi membri, 61 Winter’s Hat comunque non si discosta dal filone “avant-retrò” (anche se per certi versi meno degli Uncode) e dalle atmosfere oniriche da film espressionista: fantasmi, fantasmi e ancora fantasmi a quanto pare sono una costante nella vita vissuta e nel subconscio di tutti, la dichiarazione di intenti registrata a fine cd non lascia dubbi. L’atmosfera sembra essere il “trait d’union” delle diverse tracce, non perché non siano omogenee, in questo il sapiente lavoro di Magistrali sarebbe in grado di unire e di uniformare (a patto che lui lo voglia) qualunque cosa. Pezzi che riportano alla mente alcuni dei migliori momenti delle formazioni tedesche care ad Herzog (Can, Popol Vuh), folate di rumorismo quasi concreto, chitarre acustiche che quando non si sciolgono in accordature impossibili aprono persino su melodie più luminose (In March We Trust come ibrido fra certi Joan Of Arc, Jim O'Rourke e Life In Circular Julies) a partire anche dai mesi a cui sono dedicate. Nulla sembra andare dritto in realtà, tutto zoppica e scoppietta dietro a qualche suono, per l’appunto: i suoni, i rumori attraversano le "melodie" come l’ago passa attraverso due lembi di stoffa dando forma ad un vestito. Un vestito scampanato con collettone e pantaloni a zampa, ma la foggia è nuova, come nuovi sono i tessuti ed il colore. Venti anni di differenza distanziano i due e questo potrebbe essere il sapore nuovo del disco sulla lunga distanza che hanno in cantiere.

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