Zeke - Death Alley (Aces & Eights/White And Black, 2001)
Che botta! In poco più di ventotto minuti questi quattro spaccano tutto quello che trovano intorno: punk rock n'roll molto Motorhead, tirato a duecento all'ora (in confronto gli Hellacopters sono un gruppo emo) al limite dell'hard rock (ma non è male, anzi...). Fare lo scemo in macchina con gli Zeke a tutto volume è abbastanza divertente, anche se molto tamarro. Anche se non c'è un pezzo degno di essere ricordato (sono un po' tutti uguali, e soprattutto è difficile reggerne più di cinque alla volta) ritengo Death Alley un buon lavoro, anche se in fondo abbastanza inutile (dopo !!Destroy-Oh-Boy!! dei New Bomb Turks non ha assolutamente senso suonare quel genere. E' una partita persa in partenza...). Producono Bill Stevenson e Stephen Egerton (All/Descendents) ed è già una garanzia. Il CD contiene il video, bello. Zeke - Live & Uncensored (Dead Teenager, 2003)
Zeke... Un nome, un marchio, una garanzia, come recitava un vecchio slogan pubblicitario. Sciolti nel 2002, hanno rappresentato - per alcuni anni - uno dei gruppi di punta di quel filone fetente e rancido che implica una commistione tra hard/metal e punk... Musica per anime da camionisti da highway, con una puttana da due dollari sul sedile di fianco e una bottiglia di bourbon economico, di quello che fa venire l'ulcera al terzo sorso. Vi suona tutto un po' stereotipato? Anche a me. E si potrebbe fare lo stesso discorso per la loro musica. A salvarli, forse, è proprio il loro status che li porta a essere tra gli iniziatori del genere (o meglio, tra i primi a portarlo alla ribalta, visto che gente come gli Antiseen e i Rancid Vat sono in giro da vent'anni). Immaginatevi gli Dwarves e i Misfits di Earth A.D. con un chitarrista iperglicemico cresciuto a donuts e Iron Maiden che sfodera assolazzi a duemila all'ora. Ad ogni modo, non li si può tacciare di poca genuinità: sono onesti e sanguigni... Forse troppo, per riuscire a reggere nell'arco dei sessantasei minuti e fischia di questo CD. |