Zabel Muziek

L'etichetta olandese Zabel Muziek (www.zabel-muziek.nl), con sede ad Utrecht, dispone di un catalogo che presenta un buon numero di nomi nuovi e discretamente interessanti; la maggior parte di questi è completamente sconosciuta al nostro pubblico, in quanto tutti i gruppi fanno parte della scena indipendente olandese, silente ma molto attiva e prolifica. Nonostante ciò la qualità è molto alta ed alcuni non sfigurerebbero in confronto a produzioni d'oltre oceano.

Soda P - Closer To The Core 7" (Zabel Muziek, 1999)
Soda P - Remove To Return 10" (Zabel Muziek, 2000)
...Come avremmo potuto non recensire un gruppo con un nome simile (ed il cui nome originario era proprio Soda Pop)?!?! Sono stati inseriti in apertura della compilation dell'etichetta olandese cui appartengono, e dalla loro comparsa su quel disco è nato il nostro interesse. Questi brevi lavori risultano interessanti e particolari nonostante la non eccessiva originalità stilistica del trio, dedito ad un indie rock attento alle più recenti mutazioni, che potrebbe alfine assomigliare ai Superchunk in preda a saltuarie voglie post-rock. Non ci sono grosse differenze tra i due dischi, se non forse una maggiore attenzione alla qualità del suono nel secondo. La band è solita iniziare ogni brano con un'introduzione strumentale di almeno un minuto, che cattura e catapulta ogni volta in un nuovo ambiente sonoro. In Pursuit e Late Night Neckers sono i brani trainanti del primo lavoro, con chitarre fantasiose e moderatamente tristi ed una palpabile intensità.
I sei brani contenuti nel secondo lavoro non sempre entusiasmano, ma sono sempre apprezzabili. Risalta su tutte la bella Special (Wings In The Closet) che, romantica, dolce ed emozionante, ci sprona ad inseguire i nostri sogni di libertà ("Take these wings and fly out"): sicuramente è il loro pezzo che preferisco e che credo li rappresenti meglio, anche se la canzone scelta per Fabulous Racers è un'altra (Put A Fact On Record, qui contenuta). Battle Conditions è uno strumentale melodico assai nervoso, gradevole e ben strutturato. Turquoise è uno di quei brani che potrebbe riuscire a farli risaltare agli occhi di un pubblico più vasto, vicino com'è al sound dei Radiohead, dolcemente fluttuante in una dimensione onirica. All Her Books chiude ottimamente il lavoro grazie a cinque minuti di belle trame chitarristiche. Considerate le indubbie capacita' a livello strumentale, individuo il principale punto debole della formazione nella voce, talvolta un poco stentata, ma che del resto fa parecchio indie e perciò... Questa piccola band potrà farvi passare piacevolmente alcuni minuti delle vostre stanche giornate autunnali, ma attenzione a non sottovalutarla: le premesse sono quelle giuste ed il futuro potrebbe riservare sorprese.

AA.VV. - Fabulous Racers (Zabel Muziek, 2001)
Le biciclette nella fotografia di copertina non sono casuali: l'Olanda è infatti un paese in cui se ne fa largo uso; come potrebbe suggerire il cartoncino della confezione, la musica all'interno è piuttosto grezza, povera e scarna, ma proprio per questo risulta piacevolmente sincera e quasi acquista valore.
Il disco si ascolta con piacere e con crescente interesse man mano che si passa dall'indie più schietto agli ambienti più prettamente post-rock, attraverso varie altre sfumature. Nulla che faccia gridare al miracolo, ma su dodici gruppi almeno la metà risultano davvero meritevoli di ascolto, mentre gli altri si limitano a lasciarsi gradevolmente ascoltare.
Soda P è il curioso nome della band che dà inizio alle danze (...non ditemi che vi suona nuovo!): un brano interessante sin dall'incipit, dinamico e ricco di melodia.
Tse Tse Airline, cupi e dal vocione profondo, ricordano parecchio i Solbakken; le chitarre graffiano e stridono, per liberarsi poi nell'azzeccato refrain. Con Daybreak gli Stillwell propongono un brano lungo ed estremamente vario, con chitarre libere di evolversi sino a stravolgere tutto, capace di passare dallo slowcore dei Codeine a vocalizzi degni di Jeff Buckley. Non male, seppure già sentite, le eteree, sognanti atmosfere dei Mercy Giants. I Junius forniscono alla compilazione un bel brano stile emo, breve ma intenso. I Boy Ler mantengono le promesse fornite dall'etichetta con Cayote, un pezzo strumentale davvero epico, ricco di esplosioni luminose ed emozionanti. Sotto il nome di Trafo si nasconde invece un ottimo cantautorato acustico lo-fi, malinconico e dolce, assolutamente convincente: una delle cose migliori del disco.
Ma è splendido soprattutto il brano posto in conclusione, Night Season dei Belanov, una lunga e rumorosa suite di quasi dieci minuti, semplice e triste, che diviene man mano più emozionante, con la ciliegina sulla torta data dall'improvviso ingresso della voce dopo sette minuti, quando ormai nessuno se l'aspetterebbe più... Meravigliosa.
Non mancano alcune intrusioni elettroniche (Emscher, Amateur) e bands piu' rockeggianti, aggressive (At No Bikini Beach) o dalla follia contagiosa (Cheech Wizard).
Se voleste avventurarvi alla scoperta del piccolo universo indipendente olandese, qui di materiale ne avete.

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