Musica Nelle Valli - San Martino Spino (MO), 24-25-26/05/02

Prima parte di una recensione tripla dedicata al festival italiano più divertente dell'anno: prima Matteo in veste di musico, poi Marco, il Metiol, nel ruolo di lavoratore ed infine io (Emiliano) in veste di spettatore.


RocknRoll lifestyle. Quest'anno al Musica Nelle Valli ci finisco in qualità di musicista... I Lo-Fi Sucks! sono in cartellone per il sabato sera, prima degli headliner Perturbazione con cui abbiamo un accordo segreto per stupire un po' tutti a fine serata... Un accordo così segreto che durante tutta la giornata tutti ci chiedono ma allora che pezzi farete nel set insieme? Hmmm bel segreto... Comunque si diceva del fare le rockstarz. Con l'eccitazione mista ad una certa soddisfazione programmiamo di dividere il gruppo in due tronconi. La sera prima abbiamo suonato ad Alessandria al Circolo L'Ax, una sorta di rodaggio del set, in realtà lungo il doppio di quello da festival. La parte maritata del gruppo torna a Genova a dormire e a caricare il fonico Luis, la parte single (piace sottolinearlo), ossia il sottoscritto, si imbarca con la multipla e tutto il backline del gruppo, diritto verso Modena e provincia... Solitario nella notte va... Stocazzo! Ero in compagnia di due dei più divertenti compagni di macchinata con cui abbia avuto a che fare recentemente, il buon Emiliano di Sodapop, di cui sono già avezzo al sottile humor, e l'alessandrino Ics, chitarrista dei Deep End, che suoneranno il pomeriggio di domenica, vera scoperta della quattro giorni. Si parte dunque verso le due di notte verso Modena, neanche una curva su tutto il percorso Alessandria - Modena. Tralascerò il capitolo Autogrill perchè *tutti* sappiamo le cose che possono succedere in un Autogrill! Dunque. Siamo fuori dall'Autostrada a Modena Nord, cartina del flyer bene in vista sul cruscotto e... Non sappiamo da che parte andare. Bene. Prendo una strada random e, all'altezza di Sassuolo, mi rendo conto di aver cappellato colossalmente. Siamo andati a Sud. Dovevamo andare a Nord. Correzione in corsa e torniamo all'incrocio. O meglio alla serie di incroci. Sbaglio ancora ma capisco subito l'errore e torno indietro. Finalmente siamo sulla strada giusta. Io che a San Martino ci sono già stato schiumo, sono le quattro e rotte del mattino. Vediamo una deviazione, direzione sinistra, per San Martino. Decidiamo che è un San Martino sbagliato, proseguiamo. Alla terza segnalazione di strada verso sinistra per San Martino ci convinciamo e la facciamo. Finiamo a San Martino SS (Sul Seprio?). Errore. Orrore. Pausa. Ci fermiamo a mangiare la torta di patate offerta da Ics. Sono quasi le cinque. Ci rimettiamo in viaggio allietati dai racconti sulla scena hardcore italiana storica, sempre gentilmente offerti da Ics. Siamo già in lacrime, dalle risa, quando dipergiungiamo a Mirandola. Hey! E' segnata sul flyer! Ci dobbiamo quasi essere! Quando, una ventina di minuti dopo, entriamo in San Martino Spino, località finalmente familiare, capisco il vero senso di essere nato ligure e non padano. Io nella pianura non so orientarmi, non ho punti di riferimento, sono perso. Raggiungiamo il sito e molliamo la multipla nella stradina che dà sul retro palco. Scendiamo, ci aggiriamo furtivi. E troviamo, alle cinque e mezza del mattino, Tiziano, l'organizzatore, ancora sveglio! Ci accoglie offrendoci una birra e un po' di ospitalità. Vari convenevoli dopo ci ritroviamo sistemati alla bell'e meglio nei tre posti davanti della macchina a dormire fino a quando il caldo e i tre corpi rendono devastante l'ambiente. Ci spostiamo a dormire fuori. Verso le nove del mattino, credo, arriva un'altra macchina da cui discende nientepopodimenoche il Marco Mattioli dei Fourire. Ovviamente, stremato, non lo riconosco. Evidentemente lui riconosce me perchè rientra in macchina e spara a tutto volume dallo stereo un pezzo del nostro disco... Ovviamente continuo a non riconoscerlo ma saluto, ben educato io... Altro che... Lo riconoscerò solo verso l'ora di pranzo, finalmente lucido...quando finalmente unirò la faccia al nome. Vergogna. Rosso fuoco! Incominciamo pian pianino a ottenere informazioni e a incontrare amici. L'elenco, non completo e in ordine non rigoroso di comparizione, vede: Tizio, Marco, la Giò, il candito Calvino (Giulio dei Candies), Saskia (amore!) e gli altri Feverdream, Filippo e signora, le nostre amiche della riviera di Levante, il Pomini, la Torino*CrewTM e poi via via tanti altri. Scopro che la corsa matta per raggiungere San Martino e, soprattutto, l'errore ci hanno fatto mancare il festino post-prima serata di solo mezz'ora. Maledizione! E, cosa negativa al massimo, ho mancato di incontrare Phil e gli Orso di un filo. Così non li ho potuti salutare prima che partissero. Peccato. Tralascerò la difficile scelta del cibo all'unico supermarket della zona e altre piccolezze... Passiamo ai concerti veri e propri. Iniziano i Candies. Finiscono oggi il lungo tour insieme ai Feverdream. A Genova li abbiamo ospitati in una delle prime date e la differenza di rodaggio con Giordano, il nuovo batterista, si fa sentire. Spaccano tutto e Monica, loro nuova manager su Suiteside, non fa altro che saltellare elettrizzata dalle sferragliate postpunk del trio. Pubblico in aumento, lento ma costante, che segue il concerto dei Feverdream, sorpresa per molti, conferma per me che li avevo visti qui da noi. Sul palco Renè, il cantante catalizza, benissimo l'attenzione del pubblico con questo misto di Shellac e indierock. Da seguire soprattutto per quel pizzico di antiamericanismo non nascosto... Gli Zen Circus invece non mi fanno impazzire, in particolar modo per l'atteggiamento troppo campagnolo che mettono sul palco. Il sound è quello dei Violent Femmes e seguaci, ben fatto ma un filo artificioso. Salgono su le Motorama e scopro finalmente questo segreto italiano. La stessa energia delle migliori riotgrrls americane in un trio voce, una chitarra e batteria. Scopriamo anche che sul palco c'è troppa elettricità. La cantante alla fine del penultimo pezzo abbraccia la chitarrista che sbalza via dopo aver preso una scossa niente male. Nel backstage scopriamo, quante scoperte, che l'ultimo pezzo sarebbe dovuto essere Touch Me I'm Sick dei Mudhoney. Brutte nuvole all'orizzonte. Intanto mi sdoppio in tre e faccio la spola a montare le mie cose nel retro-palco, a intrattenermi al banchetto e a socializzare con i numerosi amici che continuano ad arrivare. Due su tutti, lo Jukka nazionale (GDM) e il Loser per eccellenza Andrea PL2. Durante il set di Bugo, eccessivo rispetto alla sua prima volta a Genova, oltre ai commenti sulla presunta firma per una multinazionale, incomincia a piovere. Un temporale che si scarica in tutti i sensi durante il fantastico set dei Redworm's Farm, devastanti anche se immobili. Caricano il pubblico in una maniera che toccherà poi a noi smontare poco dopo... Ci presentiamo subito bene: "siamo i Lo-Fi Sucks! e siamo qui per portarvi a dormire". La gente ci piglia sul serio: l'elettricità che circolava nei microfoni ora si accanisce con le mie apparecchiature. Per farle funzionare, senza soundcheck, mi dimentico di farmi mettere bene quello che volevo in spia. Risultato: uno a zero per il resto del mondo. Sono insoddisfattissimo del nostro set. Dovremo sicuramente rivedere molte cose per le nostre prossime date: salgono sul palco i Perturbazione e spaccano tutto. Veramente. Tutti cantano in coro tutte le canzoni, io compreso. Grandi. E il famoso finale segreto? Sale sul palco il Doc e suona un pezzo dei Love e Rocket Coffee, che peraltro non sa suonare. Poi ci aggiungiamo anche io e Fabio e chiudiamo con una versione rumorosissima di Declaration Of Indiependence Pt.2, poi tutti a cazzeggiare con Renè che tenta in tutte le maniere di trovare una compagna per la nottata... Ovviamente infruttuosamente. Io dormo in macchina. Ics e Emiliano in tenda. Io mi intrattengo ancora a lungo con un Morose, un Plastik Explosion e un Object Astra, siamo veramente tutti invischiati nell'indierock, fino alla rissa di uno spezzino (detto il sindaco) con se stesso: lotta impari... Domenica è il giorno del signore, del perdono, e della partita di pallone. Non obbligatoriamente in quest'ordine. Cago letteralmente il cazzo a tutti fin quando trovo da giocare: CaryQuant + Feverdream + Felipe Vs Sprinzi + Container47 + pesaresi assortiti... Dimostro subito il fisico adatto. Sono spompato al terzo pallone toccato. Per la cronaca non ricordo il finale: ma di poco rischio di perdermi le Black Candy. Il gruppo della mia amica Mara. Che spaccano tutto. Sembrano un gruppo della Kill Rock Stars. Le voglio su °Marsiglia° assolutamente. Parlo con Fabio Magistrali degli A Short Apnea, finalmente perdonato per la data saltata al Fitzcarraldo dello scorso inverno. Anche a lui le Black Candy ricordano qualche cosa: le Raincoats del 79... poi niente Infranti, peccato, ero curioso. Salgono sul palco i Deep End: e l'Emilia-Romagna trema e li scopre. Gran bel set, con anche i pezzi del nuovo split coi Giardini Di Mirò di cui Andrea Loveboat Pomini vende solo le copertine! Poi finalmente gli Sprinzi. E tutti cantano in coro. Grandi. Emotivi. Tirati. Perfetti. Non posso dire lo stesso dei Jennifer Gentle, gruppo che, avendo un background eccessivamente diverso dal mio, non riesco ad apprezzare, per niente. Ma anche loro piacciono molto. Filippo ne fa addirittura una malattia. Gli A Short Apnea sono stranissimi. Tanto seri e concentrati quanto disturbanti... Suoni e rumori... Anche gli lasciano sul campo i loro feriti. Sono devastanti, in tutti i sensi, sia visti in cinquanta in pochi metri quadri sia visti all'aperto. Chiude la tre giorni Thalia Zedek, prossima ospite del nuovo disco dei Juniper qui raccolti in adorazione sotto il palco, che con cover e pezzi originali, accompagnata dal solo violinista dei GDM, catalizza gli ultimi spettatori della serata. Ancora grandi festeggiamenti e tiratatardi. Ma il mattino dopo ci svegliamo e ci sono solo pochissime tende in giro. Tutti tornano a casa, molti a votare per le comunali, tutti soddisfattissimi, me compreso, per la dimostrazione di forza e della grandissima vitalità della scena Indie italiana.

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