The Valentines - No Time Generation (Tre Accordi/Self, 2003)
The Valentines. Ecco, l'ironia della sorte vuole che uno che si chiama Valentini recensisca un gruppo con un tale nome. E vabbè, cose che capitano. Ne avevo letto tempo fa e venivano presentati come il nuovo fenomeno punk stradaiolo newyorchese della Penisola. Ma io sono come San Tommaso, che non ci crede se non ci mette il naso (me lo dicevano sempre da bambino e alla fine sono entrato nel personaggio...), quindi solo ora posso capire quanto tali proclami rispondessero a verità o meno. Beh, il verdetto sulla base di codesto CD mi sconcerta. Se devo essere sincero mi paiono molto più Nuova York settantasette gli altrettanto italici The Crooks che non i Valentines. Sapete qual è il problema, almeno per me? Che qui nella bio mi hanno stuzzicato pesantemente il testosterone citando i Cramps, i Ramones, la new wave anni '80 e gli Adverts. Insomma, io gli Adverts li ho sempre adorati e qui dentro non ci ho trovato mica tanto che me li ricordasse.... Un po' di Ramones ci saranno anche, ma poi i Cramps dove sono finiti??? Allora, riparto e faccio finta di non avere letto la bio. Il CD ha una buona produzione potente e i brani di questi Valentini (che non sono miei parenti) sono un mix di classico e moderno che non mi esalta di sicuro, ma potrebbe stuzzicare palati meno catafratti e veteropunk del mio. Punk settantasettino amalgamato con un po' di metal e un po' di hard punk nordeuropeo... La cosa che più stona nel contesto è la voce di Valeria: sicuramente buona in sé, ma troppo pomposa ed epica per farmela apprezzare in un'ambientazione punk rock. Valè... Perdonami, ma hai una timbrica da cantante femminile in un gruppo hard rock/power metal... E se non ci credete, ascoltatevi I Was Wrong (brano di cui, per inciso, è presente anche un videoclip nel CD. E non capisco perché abbiano fatto il video del brano peggiore e più noioso che hanno!!! Cacchio!). Ad ogni modo, ci sono anche dei begli sprazzi, tipo Hands Off The Barmaid, I'm Losing Sleep, We Are The One (che però non vale, essendo degli incommensurabili Avengers), Leave It In Your Hands... Io da stronzo vi consiglierei di essere più fedeli alle radici che citate nella bio e di smorzare la vocazione epico-drammatica della vostra carinissima vocalist. Poi fate come credete... "uniquique suum", come dicevano gli antichi romani. Un prodotto professionalissimo (l'etichetta ha fatto di sicuro un ottimo lavoro) per un gruppo riuscito a metà, dalle potenzialità non ancora sfruttate e non espresse. Sufficienza strappata sulla fiducia. |