Uncode Duello - S/T (Wallace/Ebria, 2005)

Xabier Iriondo e Paolo Cantù sono due nomi che credo abbiate già sentito, chi per gli Afterhours, chi per i Six Minute War Madness, chi per gli A Short Apnea, Damo Suzuky Network, Tasaday, Due Parti Molli Tremolanti, etc. etc. etc. Visti gli ultimi percorsi compiuti dai nostri eroi era auspicabile aspettarsi un disco particolare e “fiat lux”, detto e fatto. Diciamo che per certi versi gli Uncode Duello potrebbero essere una specie di prosecuzione ideale del percorso intrapreso dagli A Short Apnea (nei quali hanno militato entrambi), l’edizione Wallace ed Ebria (da tenere assolutamente d’occhio) è una garanzia sul fatto che si tratti di “musica degenerata”. Campioni, chitarre free, giochi di atmosfera (azzardiamo la sparata di “neo-kraut-rock-concreto”!?); ad ogni modo voci di un passato demolito a sassate, tema che a quanto pare era piuttosto caro anche agli Apnea e non solo in alcune immagini. Un passato che viene defebrillato, reanimato come nei migliori film horror e si muove come un mostro come nel romanzo di Mary Shelley (e poi chi era più mostro Frankenstain, Martin Feldman o chi cercava di linciarli?). Con richiami da un passato che comunque ritorna, come del resto si ripete la storia, simile ma in realtà mai uguale a sé stessa, l’esordio degli Uncode Duello non è un “trifide” impolverato da b-movie in bianco e nero, è un paesaggio crepuscolare dove i fantasmi sono presenti a si guardano allo specchio (un fantasma che si guarda allo specchio, questa la mando a Bergonzoni). Alcuni ospiti di tutto rispetto come Federico Ciappini (Six Minute War Madness, già ad uso per gli A Short Apnea), Andrea Reali (da tenere sott’occhio gli I/O e nei Nippon And The Symbol), Cristiano Calcagnile, Lucio Sagone. Tornontuneindropuot, il mantra sepolcrale di Soundtrack For Ud, il prog-free-psichedelico di In Collisione, l’impro sinistra di Finale alcune degli spigoli più evidenti di una struttura comunque compatta. Bell' "esordio" speriamo abbia un seguito.

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