Tommi White - Paradise (66 Degrees/Thule, 2001)
Torul V - Memories Of The Invisible Man (66 Degrees/Thule, 2001)

Tommi a quanto pare è un piccolo mito della club-scene islandese, prima come fondatore della Icon Records e poi come produttore di dischi house. L'attitudine dancefloor della Thule (di cui la 66 Degrees è una piccola divisione) non viene tradita ed i sessantanove minuti (!) di questa produzione rispettano il dogma. Ritmiche in 4/4, soul, funky ed un gusto che risente molto sia del lavoro di mr. White come produttore, sia dell'esperienza da party da club che il nostro deve aver maturato in questi anni. Su Paradise potreste trovare un po' di quella dance che sentite per radio in questo periodo: easy-listening da cocktail in piscina (possibilmente circondati da hostess bionde in pausa per il prossimo volo per Rio). Un buon prodotto ma con alcuni grossi difetti, non ultimo dei quali la scarsa incisività. Purtroppo in questo CD manca il pezzo riempipista di cui necessiterebbe e dall'altro lato manca lo stile dei migliori Nightmare On Wax o dei Funky Porcini, da cui certe volte non è così distante. In definitiva buono ma poco incisivo.
Anche Memories Of The Invisible Man di Torul V viaggia sulla settantina di minuti, facendoci sorgere un piccolo dilemma: in un disco di ventisette tracce per settanta minuti è possibile che tutti i pezzi fossero indispensabili? Oltrepassate le questioni filosofiche: Torul V viaggia su ritmiche in 4/4 (breakbeat?) anche se a differenza di Tommi White ci siamo spostati da un party in riva alla piscina ad un rave in balia degli acidi. Non so perchè ma a tratti questo disco mi ricorda certi lavori di Photek, sarà per lo scarso uso delle melodie, o forse per il fatto che la ritmica risulta sempre in primo piano? Atmosfere cupe, che come abbiamo già detto, concedono poco spazio alle aperture melodiche, cool-elettronica ed un ottimo lavoro sui suoni. Non stupisce, ed esclusa l'eccessiva durata del disco, non annoia. Se il nostro amico approfondisse maggiormente il lavoro di alcuni pezzi (Flything e Logui) e facesse una maggiore selezione del materiale da mettere sui dischi, potrebbe dire la sua.


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