Tristan Psionic - Mind The Gap (Sonic Unyon, 2000)
Il 'gap' cui si fa riferimento nel titolo è la distanza di ben quattro anni dall'ultimo lavoro della formazione canadese, TPA Flight 028, realizzato sempre sull'etichetta che essi stessi dirigono e che annovera gruppi di un certo valore quali ad esempio i SIANspheric. Per il suo terzo lavoro la band si è affidata a Dale Morningstar (già all'opera con l'EP Slow Riot... dei Godspeed You Black Emperor!, anch'esso registrato alla Gas Station di Toronto), la qual cosa farebbe pensare a situazioni musicali attinenti. L'esordio, che non potrebbe essere migliore, ne è la conferma: dietro al titolo Promise si celano dieci bellissimi minuti di superba malinconia, sottolineata da un violino sconsolato, che si trasforma poi in un vortice sonico, quasi un urlo disperato, in stile Mogwai. Semplice ed emozionante. Quando però uno si è fatto ormai l'idea che si tratti di un ottimo disco post-rock, si cambia improvvisamente registro, passando ad un rock piuttosto prevedibile e scontato, seppur energico, melodico e piacevole. Tra le tante spiccano senz'altro l'irresistibile Red Dots, che rimanda inevitabilmente ai Built To Spill, e la bella Signs, il cui riferimento paiono essere i Superchunk (ed il cui refrain ha un che di già sentito...mah!). Interessanti sono pure Launch e High Time, ruvide e grintose, per certi versi simili a Steel Pole Bath Tub (di certo meno psicotici). Nella facile Helicopter sembra addirittura di ascoltare i Cast! Il resto è classico college-rock con voce sbilenca à la Flaming Lips, melodie simpatiche e chitarrina sullo sfondo (Ride? Charlatans?), tutto molto indie e molto pop (Sunshinin'). A confondere ancor di più il minestrone ci si mettono farfisa ed organo nella strumentale, carinissima The Move Is Set, e i coretti sguaiati sommati agli interventi psichedelici di chitarra nella conclusiva Can't Wait Forever. Da tutta questa confusione non può che sorgere un dubbio: giovani promettenti o bravi plagiatori? Le idee sulla strada da prendere sembrano ancora poco chiare, a meno che non lo facciano apposta per evitare di essere etichettati... In tal caso li freghiamo ripetendo che ricordano e assomigliano ad un po' di tutto, e pur suonando bene non so proprio quale fine faranno (probabilmente la stessa di tante altre bands minori). E' un vero peccato. |