A Toys Orchestra - Job (Base/Fridge, 2002)

Si presenta bene, anche graficamente, il lavoro di A Toys Orchestra da Agropoli (Sa), intriganti - bisogna dirlo - sin dal nome. I ragazzi (in formazione a quattro, compresa una femminuccia che è la fotocopia di Tamara Donà... e questo gioca assolutamente a loro favore!) suonano indie pop-rock cantato in inglese, con doppia voce maschile/femminile e con l'ausilio di tastiera, organetto e fisarmonica; un po' Pixies, un po' Pavement, un po' Flaming Lips, un po' Built To Spill e, ad essere onesti, chissà cos'altro. Sono frequenti i cambi di tempo e di stile, le pause, le modifiche, le riprese: tutto all'insegna della melodia, ma mai banale ed anzi quasi sempre soddisfacente. L'iniziale Joy-Killer-Day è un ottimo inizio: pianoforte, bei giri di chitarra e melodie accattivanti, che danno l'idea di essere state generate dal troppo alcool. Di più però sa fare Dance Of The Moth, senz'altro il pezzo migliore del disco, davvero magistrale: l'indie glorioso di un tempo (neppure troppo lontano, a dir la verità) risorge e si ritrova in formissima, regalando emozioni e grande entusiasmo. Voce maschile scazzata, quella femminile appena dietro, e mirabili esplosioni chitarristiche nel refrain. E a leggere il testo, i brividi: 100% adolescenza ("Tonight you're beautiful as ever/wound up in the make-up of yr fifteen years")! Quiet Sorrow potrebbe essere dei Drop Nineteens, penso a un certo punto, ma anche qui i riferimenti si confondono nella mia testa per poi (fortunatamente) svanire. Don't Say Goodbye riassume mirabilmente in una frase tutta l'adolescenza, con le sue crisi d'identità ed i vari livelli di autoconsapevolezza e di maturazione: "I'm too young, I'm too old/I'm the only one in this world". Qualcuno, specie ascoltando Diazapamorchestra, potrebbe pensare che tutta questa ecletticità sia forzatamente costruita: può anche darsi, ma se produce liriche come "We read Bukowski, we like De Niro/we love Pace brothers and Kazu Makino"...!!! Tanto elementare quanto godibile è la melodia-cantilena che sostiene I'm Here; mentre particolarmente azzeccata, quanto ai testi, mi è sembrata la frase "the future is not far/and it knows much better who you really are" (Bamboozelem). Ma c'è ancora dell'altro, ad esempio alcuni bei passaggi in Learn To Unlearn, oppure la dolcezza della lunghissima Merry-Go-Round (come gustarsi una caramella alla frutta, l'effetto è più o meno lo stesso, ma dura un bel po' di più); o, ancora, la botta d'energia della conclusiva Senseless: guitar sound al massimo, melodie irresistibili e una gran voglia di alzarsi e mettersi a saltare... come se i Dinosaur Jr fossero andati a scuola dagli Weezer, e non il contrario. Potrà essere banale powerpop, ma colpisce nel segno!
Un disco, in conclusione, furbo oltre che intelligente, creativo, sveglio, vitale, divertente e toccante, anche se forse non ancora 'illuminato'; ma basterà quel quid... Nell'attesa di trovarlo, avete il nostro (o, quantomeno, il mio) sincero sostegno.

"job" è uno degli album più belli che abbia mai ascoltato.
non sono una fan del powerpop, ma il loro stile è degno di nota.
sono senza dubbio pieni di talento, se non sono famosi è solo
sfortuna.. perché ci sono tanti gruppi di merda che i toys orchestra
non li vedono manco col cannocchiale. potrebbero avere una grande
carriera. comunque sia, le canzoni sono tutte potenti, e l'album
non cade mai nel baratro della banalità. ottimo inizio, spero che
migliorino sempre di più, perché ad agropoli sono i migliori.
Sarah

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