Toychestra - Sassy Pony (S.K., 2001)
AA.VV. - S.K. Compilation (S.K., 2001)

Altre due uscite per la S.K. e come potete immaginare si tratta di due dischi tutt'altro che convenzionali. Iniziamo da Toychestra, gruppo completamente al femminile, che come suggerisce il nome stesso si diletta a suonare con strumenti convenzionali abbinati a strumenti giocattolo. Le litanie di Sassy Pony sono sghembe come filastrocche per bambini alieni, a sottolineare che la dimensione ludica regna incontrastata in questo CD. La proposta delle Toychestra, pur non essendo completamente inedita (non dimentichiamo i primi ineguagliati dischi dei Pram), è singolare sia quando le ragazze americane suonano melodie sinistre (Going Places, The Hammer Song) sia quando si concedono alle ninnenanne (High Flame), per non parlare di quando diventano schiave dei loro giocattoli (Greeting From Mami). "Singolare" è un aggettivo quanto mai appropriato per ciò che sentirete per tutta la durata del CD; si fatica molto a capire "quanto ci facciano e quanto ci siano", ma dalla vita non si può avere tutto, no?
Se Toychestra vi è sembrato assurdo, aspettate di sentire la compilation-showcase dell'etichetta. Diciannove tracce per altrettanti scentrati fra cui, oltre ai gruppi S.K. recensiti all'interno di questo stesso numero, compaiono anche i misconosciuti Stanza 101 da Padova ed i veterani Sabot. Altro che apertura a trecentosessanta gradi! Si va dalla follia elettronica (Herme's Corporation, Dendroleg, Panicsville, Dj Speedranch, Oldine) al rock noise francese (Bananas At The Audience, Doppler), alla sperimentazione free (Toychestra, Sabot, Stanza 101, Ned), al grind (Vomit For Breakfast), ai casi psichiatrici (Red, Opahb). Alcuni pezzi sono sorprendenti, altri semplicemente sconcertanti; se la "Now-wave" vi dice qualcosa e la Skin Graft "non è un'opinione", sapete che gente avete di fronte.


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