Tortoise - Standards (Warp, 2001)

Dopo un disco come Tnt, interessante ma non convincente fino in fondo, arriva questo Standards a farci capire come l'elettronica usata in quantità massiccia avesse solo bisogno di tempo per amalgamarsi alla perfezione col suono del gruppo: a riconferma di ciò la loro etichetta è ora la Warp, sinonimo in questi ultimi dieci anni di elettronica "intelligente"; archiviato dunque Tnt come disco di transizione, ci apprestiamo a godere fino in fondo delle canzoni, a cominciare dall'iniziale Seneca, dove dal micidiale attacco di chitarra alla melodia in crescendo del finale il pezzo ha una base analogica, ma con effetti e rielaborazioni abbastanza forti, caratteristica che si nota soprattutto nella seguente Eros. La componente digitale trasforma brani che potrebbero tranquillamente essere stati composti nelle sessions dell'omonimo esordio in qualcosa di più avanzato, senza però calcare troppo la mano: è comunque un disco che alla base ha il rock ed il jazz, nelle loro accezioni più spericolate naturalmente...
Elemento fondamentale di Standards sono le melodie, in Benway c'è una incredibile atmosfera da party da film di fantascienza anni '60, una improvvisa rarefazione si ha in Firefly, momento più riflessivo, ma è in Monica che la melodia spadroneggia: sembra quasi uno di quegli hit di house francese degli ultimi tempi, suonato però alla maniera dei Tortoise: scomposto e dilatato, è uno dei pezzi più riusciti ed eccitanti del disco.
In sostanza c'è un ritorno per certi versi alla composizione degli esordi, filtrata però attraverso i sette anni di febbrile attività del gruppo, comprese le varie e molteplici collaborazioni esterne dei membri della band, elemento fondamentale per capire fino in fondo questo incredibile meticciato sonoro.

I tortoise SONO una ROCKBAND. i giochini che fanno
in studio di ritocchi etc etc NON contano. questa gente
SUONA come pochi altri. gli altri giocano con le macchinette.
questi PICCHIANO!!! e, nonostante la loro buona volontà su
questo più che su tnt si sente. 
Matteo
una grande sopresa scoperta nel mondo delle nuove
sonorità. Trovo che sia un grande disco dalle sonorità misteriose
ed avvolgenti, è un emozione pulsante, un flusso di coscienza
di incomparabile bellezza ed eleganza.
Eugenio

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