Timonium - Until He Find Us (Pehr, 2003)

Terzo disco per Timonium, quartetto di Los Angeles composto da ragazzi che per anni hanno provato nelle vacanze scolastiche e universitarie, abitando quasi sempre molto distanti l'uno dall'altro. In più i componenti rappresentano il meltin pot culturale della west coast, dato che all'interno del gruppo ci sono asiatici, chicani e lesbiche: se questo è il risultato dell'integrazione tra gli immigrati e le minoranze, apriamo subito le frontiere...
Musicalmente i Timonium si possono pensare come se il cantautorato in odore di slowcore incrociasse il postrock più melodico e intenso, un ibrido che affianca i Codeine ai Mogwai di Come On Die Young senza che il gioco risulti forzato. La doppia voce maschile e femminile è miscelata e misurata come nei migliori combo indierock, melanconia e dolcezza fanno spazio a impennate emotive: atmosfere guidate dal basso pulsante e debitrici di fuoriclasse come i Galaxie 500 fanno spazio a code o intermezzi strumentali di grande intensità dove la fanno da padrone le chitarre. Non una caduta, non un climax mancato, non un attimo di tregua: malinconia e rarefazione dei sentimenti secondo dopo secondo. Un disco riuscitissimo per un'etichetta che segue una sua traiettoria ben precisa con dischi musicalmente differenti (questi Timonium, Empress, Picastro), ma uniti da una rappresentazione scarna e commovente dei sentimenti più intimi.

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