Keith Rowe, Oren Ambarchi, Sachiko M, Otomo Yoshihide, Robbie Avenaim - Thumb (Grob, 2002)
Lionel Marchetti - Riss (L'Avalanche) (Erewhon, 2002)

Spesso quando si parla di improvvisazione è importante conoscere l'idea che sta alla base della performance, perché è essa stessa il modo, il motivo, il fine della rappresentazione. Per quanto riguarda Thumb, il concetto che sta dietro al disco è affascinante al punto da poter reggere il disco da solo, anche se questo per fortuna non accade: chi di noi non ricorda i pochi secondi che precedono un concerto rock, magari tanto atteso, l'atmosfera che si respira mentre i jack delle chitarre vengono infilati negli amplificatori, qualche colpo di batteria, le luci ancora accese ed i roadie corrono sul palco per le ultime messe a punto? Avete presente quindi quella vibrazione diffusa che riempe di tensione, l'attesa del rituale magico dell'esibizione, la voglia di fruire delle capacità altrui, e perché no anche il timore che le attese non siano mantenute? Prendete questo momento tra i più magici per gli appassionati di musica rock e perpetratelo per mezz'ora: fischi, larsen e scricchiolii vari si impadroniranno delle vostre orecchie senza rendersi per nulla estenuanti, anzi contenendo in sé fino in fondo la magia dell'atto che rappresentano. I nomi coinvolti non sono da poco e si sente davvero: Ambarchi, Avenaim e Rowe alle chitarre preparate, percussioni e elettronica, Yoshihide e M con chitarre, piatti e generatore di forme d'onda per una registrazione che ha del miracoloso.
Lionel Marchetti è considerato una promessa nel mondo della musica concreta, ha collezionato uscite per varie etichette e si occupa anche di improvvisazione con varie formazioni tra cui Quintetavant. La registrazione di Riss risale al 1990, e il suo sottotitolo, in italiano la valanga, rende bene l'idea che questo intenso quarto d'ora di suoni e parole rende al meglio: in una atmosfera inizialmente calma una voce femminile descrive via via l'arrivo della valanga, intermezzata da suoni freddi e sempre più inquietanti, un magistrale racconto sonoro, che lascia il dubbio aperto sul fatto che la situazione sia tutta mentale, ovvero che il tutto avvenga solamente nella mente della protagonista. Un lavoro decisamente riuscito.


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