Thievery Corporation - The Richest Man In Babylon (Eighteenth Street Lounge Music/Audioglobe, 2002)

Fuori target. In un mondo dove la pubblicità è parte integrante della cultura e nella cover di questo promo c'è un bersaglio, vago ricordo mod, ci sembra che si sia di fronte ad un ottimo prodotto offerto nelle mani sbagliate. E' un problema comune quello delle "perle ai porci". Su Sodapop, baluardo indierock in un mondo in mano a pubblicitari imbolsiti nel new metal e nella electro detroitiana, ci troviamo di fronte ad un moloch di inaudita potenza. Il nuovo Thievery Corporation. Se per caso in qualche precedente incarnazione avevamo apprezzato il Dj-Kicks, beh, qui ci ritroviamo con in mano una pepita grezza di un paio di tonnellate di sonorità "perfette", dosate alchimisticamente a trattare quel materiale ferroso che è il dub, la club-lounge, l'elettronica, la Giamaica, il soul. Il tocco da Opera Al Nero che hanno i due non-musicisti (termine in voga qualche anno fa per personaggi quali Dj Shadow) è leggero, ammorbidente, ammorbante. Toccano i materiali e gli stili quasi giocassero con i preset delle tastierine Casio del 2030. Sfiorano appena i trend passeggeri del momento, l'Asian Lounge come il beat Africano, per costruire un disco che circoli e stazioni nei vari lettori per qualche anno almeno. Si sprecano i collaboratori, che se magari non spiccano per il nome, al di fuori del ristretto circolo di appassionati, si manifestano altresì con apparizioni degne di nota qui e là sui morbidi esercizi di stile del duo. Per gusto personale trovo eccezionale la presenza di Emiliana Torrini, nel suo tentativo di rendere digeribile Bjork a tutte le latitudini, prestando la sua gelida voce all'iniziale Heaven's Gonna Burn Your Eyes. Il resto del disco si spinge, appunto, tra i territori citati senza la pretesa di avere anthems da dancefloor o heavy airplay. Per quelli ci penseranno i prossimi mille successivi 12" da balera estiva con annessi remix psicoalterati che renderanno anche il peggior pezzo di questo disco un sicuro riempipista, peraltro perdendo quel lato di coolness e di serietà che il disco ha. Il voto, solo perchè siamo su Sodapop, è...

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